Jersey, fioriture isolane

12 ottobre, 2013 nessun commento


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Testi e foto: Nicola Pistoia

Sia che siate provetti ciclisti o semplicemente amanti del relax e volete vedere, sentire e odorare l’ambiente che vi circonda, Jersey è l’isola fatta su misura per gli amanti dello sport, per tutti coloro la cui filosofia è il dolce far nulla o per tutti quelli che nei miracoli, ancora, ci credono. Il momento migliore per visitare le ”benedette” Channel Islands è la primavera quando sull’isola esplode la fioritura e al rosso e al lilla delle campanule si mescola il giallo delle primule e il bianco delle giunchiglie selvatiche. Per chi non volesse perdersi qualcosa di veramente suggestivo c’è il Samarès Mannor , un parco creato nel 1920, dove oggi si coltivano centinaia di piante tropicali. Negli ultimi anni è stato anche realizzato un tipico giardino giapponese, in un gioco di rocce e ruscelli.
Oltre 700 sono i chilometri di strade che serpeggiano
sull’isola di jersey, nelle “benedette Channel Islands”, ma la maggior parte è costituita da piccoli sentieri che si snodano lungo tutta la linea costiera e si uniscono tra loro con le fattorie in stile normanno dell’interno. Su queste strade, in aperta campagna, sono bandite auto e moto e l’unico mezzo di locomozione consentito è il cavallo, usato anche per trainare le carrozze. Per visitare l’isola è possibile usufruire dei trenini panoramici come il Major Peirson che portano alla scoperta di St. Helier, capoluogo dell’isola, del porto, del villaggio di St Aubin e dei resti delle imponenti costruzioni medievali. Le coste dell’isola a tratti basse e sabbiose, e in altri casi alte e scoscese sono le più apprezzate dai turisti inglesi perché si possono praticare un’infinità di sport d’acqua come il diving e il surfing. Come se non bastasse la Southern Bay Rose’s , catamarano di 15 metri, organizza delle mini crociere o delle uscite in barca a vela (un giorno 28 euro) per far conoscere queste splendide isole in tutte le loro particolarità. Da non perdere una visita all’Elizabeth Castle sul promontorio La Corbiér che ospita mostre che narrano il ruolo che il castello ha avuto nella storia.
Oltre alla natura c’è anche un po’ di vita
segnata dalla vivacità delle cittadine isolane e in particolare da St Helier. Con il suo piccolo e affascinante centro storico, mostra un insieme di architetture portoghesi, inglesi e francesi, evidenti nelle file di casette e negozi dalle facciate colorate e ricoperte da murales che raccontano otto secoli di usi, costumi e tradizioni dell’isola. Qui ogni edificio è caratterizzato da un colore: chiese, musei, case e perfino le cabine telefoniche emanano esaltazione attraverso colori sgargianti. Permangono, comunque, molti contrasti. Vanto della cittadina l’elegante Jersey Opera, riaperta sette anni fa dopo lunghi lavori di restauro, ospita rappresentazioni operistiche e balletti. Bizzarria allo stato puro, invece, il Durrel Wildlife Conservation Park (ingresso 15 euro), uno degli zoo più strani d’Europa. Fondato dallo scrittore Gerald Durrel da residenza ad oltre 100 specie di animali diverse. Un viaggio non è completo se non ci si stuzzica il palato con prelibatezze gastronomiche di ogni tipo come le infinite zuppe di pesce o le specialità dell’isola: le Jersey Royals . Dolci e morbide patate novelle con cui si accompagnano gli arrosti d’agnello. Non possono certo mancare vini e distillati. La Mare Vineyards & Distillery dal 1970 è l’unica azienda a produrre distillati di mele e pere oltre a vini bianchi, rossi e rosati, grazie ai quali il paradiso, non vi sembrerà poi così lontano.

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