Le balene di Samanà

1 luglio, 2013 nessun commento


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HUMPBACK WHALE BREACH OFF THE COAST OF WESTERN AUSTRALIA
Nella vita ci sono “incontri di peso” che non si dimenticano facilmente: nella baia di Samanà, Repubblica Dominicana, questi incontri si aggirano intorno alle 60 tonnellate, per circa 15 metri di lunghezza.
Area proclamata Santuario dei Mammiferi Marini a partire dal 1986, è qui che, tra metà gennaio e fine marzo, le balene fanno ritorno per i rituali di corteggiamento e accoppiamento.
Spruzzi, salti, canti e volteggi tra le onde. Colpi di coda e pinna che letteralmente incantano quanti vogliano farsi emozionare dal whale watching, all’insegna di una vacanza al naturale.
Viaggiatori, turisti e scienziati hanno l’occasione – davvero unica – di poter ammirare da pochi metri di distanza uno dei mammiferi più affascinanti del pianeta.
Con partenza dalla spiaggia di Las Galeras, con poco più di cinque euro, ci si aggiudica un posto in prima fila (comprensivo di guida e spuntino!) su una delle imbarcazioni.
In acque trasparenti e cristalline, si assiste alla spettacolare danza di questi giganti del mare che, contrariamente a quanto farebbe supporre la loro mole, riescono a muoversi tra i fluttui con estrema leggiadria, sfidando la gravità.
Ogni anno le megattere si danno appuntamento tra le correnti calde e riparate dei Caraibi, luogo ideale per la nascita e lo svezzamento dei cuccioli, e non si accontentano di “ballare” ma si esibiscono in vere e proprie performance canore per conquistare il diritto alla discendenza.
Non è un caso che l’esploratore Jacques Costeau le avesse definite i “Caruso delle profondità”, paragonando l’arte lirica alle inconfondibili armonie che questi cetacei emettono nel blu degli abissi.
D’altra parte la loro specie non è nuova al soprannome, talvolta anche meno lusinghiero di quello conferito dal celebre oceanografo francese: in spagnolo sono chiamate le “ballenas jorobadas”, ovvero le “balene con la gobba”. Una definizione che prende spunto non da una reale conformazione dell’animale, ma dalla caratteristica curvatura che assume il dorso quando si prepara all’immersione.
Una volta a terra, con la certezza di aver vissuto un’esperienza da privilegiati, si può approfondire l’interessante universo delle megapterae novaengliae con una visita al Museo delle balene di Samanà.

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