Stoccolma: scoprendo il galeone Vasa

21 ottobre, 2014 nessun commento


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Nella bellissima Stoccolma c’è un relitto di un antico galeone da guerra svedese (custodito all’interno dell’omonimo museo ad esso dedicato), che ha avuto una fine tragica e paradossale proprio il giorno della sua inaugurazione. In ogni naufragio c’è un qualcosa che va storto, una forzatura ingegneristica, un errore umano in navigazione o più semplicemente una mancanza di rispetto dell’uomo verso le leggi del mare. Oggi vi raccontiamo la storia del galeone Vasa, la più grande nave da guerra mai costruita all’epoca, vanto della marina svedese ma incapace di navigare.

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Siamo nella prima metà del 1600 e la Svezia vanta l’esercito più moderno e meglio preparato d’Europa grazie alle innovazioni militari introdotte dal re Gustavo II Adolfo. Ad un esercito di terra altamente preparato il re svedese vuole affiancare una marina in grado di imporsi contro le maggiori potenze del periodo. È con queste premesse che nasce il progetto del Vasa. Il re svedese interferisce così tanto nella realizzazione del nuovo gioiello della marina che costringe i carpentieri ad effettuare modifiche e ad esasperare la grandezza e la potenza di fuoco della nave.

A progetto ultimato il Vasa risulta il galeone meglio equipaggiato e il più pesantemente armato della sua epoca, ma anche troppo lungo e soprattutto troppo alto rispetto alla larghezza dello scafo. Insomma una pericolosa e instabile fortezza di cannoni che avrebbe rischiato di affondare in caso di venti forti o mari agitati. Il giorno della sua inaugurazione, il 10 agosto del 1628, la nave è stra carica di arredi preziosi (quadri, decorazioni d’oro e mobili) e in più è piena di cannoni e munizioni per mostrare al mondo la potenza svedese sul mare.

Sulla nave salgono inviati e personalità di tutta Europa per quello che doveva essere un tranquillo giro a largo del porto di Stoccolma. Una volta salpata la nave comincia a soffrire terribilmente il vento inclinandosi paurosamente ed evitando di capovolgersi solo grazie all’abilità del timoniere. Poi accade l’irreparabile: una seconda folata di vento inclina nuovamente la nave e l’acqua inizia ad entrare nello scafo attraverso i portelli dei cannoni che si trovavano troppo in basso a causa dell’enorme peso della nave in navigazione. Il Vasa affonda molto rapidamente ad appena 120 metri dalla costa e dopo aver percorso meno di un miglio marino, adagiandosi su di un fondale fangoso poco profondo (la regione marina attorno a Stoccolma è sostanzialmente una laguna).

Molti superstiti vengono salvati dalle imbarcazioni accorse in aiuto, ma almeno 40 delle 130 persone a bordo muoiono nel naufragio, fra cui anche mogli e figli di alcuni membri dell’equipaggio, comunque molti di meno di quanti ci si potesse attendere, dato che i marinai a bordo già temevano una tale catastrofe. Così finisce il Vasa e l’ambizione svedese di dominare i mari. Nel troppo volere il grande re Gustavo II ha creato una nave che è stata la tomba di se stessa e che oggi è possibile ammirare a Stoccolma grazie ad un recupero e restauro prodigiosi iniziati nel 1956 e terminati nel 1990 con l’inaugurazione di questo suggestivo museo. La nave è stata riportata al suo antico splendore grazie ad un restauro che ancora oggi ha dell’incredibile: il Vasa infatti fu spruzzato per diciassette anni con sostanze che evitarono la formazione di funghi e batteri. Le parti mancanti o completamente perse furono ricostruite a regola d’arte con la stessa tecnologia dell’epoca. In totale nell’interno ed intorno al relitto furono ritrovati oltre 26.000 manufatti. I materiali ritrovati, di origine marinaresca o di normale uso ed arredo, spesso mai usati (vasellame, cristallerie, accessori di abbigliamento, dotazione di sala e di cucina, attrezzature militari) sono esposti nello stesso museo in cui si trova la nave, costituendo un perfetto campione di materiali, dotazioni e costumi della cultura svedese ed Europea di inizio del Seicento.

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