In mostra per il week end!

16 luglio, 2015 nessun commento


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Storia, cultura e amore per il viaggio. Sono queste le parole chiave che guideranno le scelte “in mostra” per il vostro week end! A partire dalla Capitale che ospita le meraviglie della Cina imperiale, con preziosi reperti che attraversano oltre mille anni di storia. A Pietrasanta (Lucca) vi aspettano le opere di Giuseppe Bergomi, le sculture realizzate appositamente per l’appuntamento versiliese. Se il vostro viaggio è orientato verso il nord- Italia, a Trieste potrete conoscere i capolavori di Ippolito Caffi, vedute straordinarie tra Grand Tour e suggestioni orientaliste da perfetto amante di viaggi.

Tre città per tre eventi da non perdere.

TESORI CINA IMPERIALE

A ROMA

Dipinti, sculture, porcellane, utensili in oro e argento, anche uno straordinario abito ricoperto di 2.000 tessere di giada, cucite insieme da fili d’oro:  le meraviglie della Cina imperiale sono da domani al 28 febbraio nelle sale del Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia. Esposti cento capolavori provenienti dal Museo Provinciale dello Henan e che raccontano oltre un millennio di storia,  vale a dire il passaggio dalla dinastia Han (quando la Cina odierna comincia a prendere forma)  all’Età dell’Oro della dinastia Tang. L’importante rassegna si intitola “Tesori della Cina Imperiale. L’Età della Rinascita fra gli Han e i Tang (206 a.C. – 907 d.C.)” e illustra quindi l’evoluzione nei secoli della civiltà cinese fiorita nella cosiddetta Pianura Centrale, all’epoca considerata Centro del Mondo. Il percorso parte con le testimonianze della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.),  breve eppure determinante per la Cina, meravigliosi reperti provenienti da sepolture di dignitari e rappresentanti delle classi più agiate. Ecco esposte le numerose statuette di terracotta, le steli funerarie, le porcellane, la celeberrima la veste di giada di Liang Xiaowang,  nonchè gli straordinari modelli di abitazioni, torri di guardia, pozzi, mulini, granai e porcili che venivano lasciati  in grande quantità nelle tombe. La dinastia Tang  (581 – 907),  ricca e cosmopolita Età dell’Oro, viene invece illustrata da utensili di uso comune, in materiale aureo, con motivi decorativi di grande raffinatezza, vasi rivestiti con brillanti invetriature al piombo, specchi in rame con intarsi di animali marini, draghi e nuvole, simboli di buon auspicio, sculture in ceramica rossa di figure femminili, numerose statuette funerarie di stranieri o “barbari”.  Di particolare rilievo, infine, le raffigurazioni dei cavalli, arte che in epoca Tang raggiunse livelli di naturalismo senza precedenti.

A PIETRASANTA (LU)

Terrecotte smaltate, mosaici, bronzi patinati, la scultura di Giuseppe Bergomi è al centro della mostra allestita dal 18 luglio al 22 agosto negli spazi della Galleria Giovanni Bonelli. Un’importante personale che presenta al pubblico la produzione più recente dell’artista bresciano, elaborata e realizzata proprio per l’appuntamento versiliese. Intitolata “Nuvole”, la rassegna presenta 15 sculture di Bergomi, appositamente create per l’iniziativa e significative del suo originale percorso creativo. Il realismo spiazzante dei suoi lavori (cifra inconfondibile di Bergomi) è del resto frutto di un impegnolento e meticoloso, capace di depurare l’immagine da qualsiasi particolare superfluo, lasciando da sempre il ruolo di protagonista assoluta alla figura umana. Questo nuovo ciclo di sculture rappresenta dunque il risultato di un’evoluzione del linguaggio espressivo dell’artista. Le figure, per lo più soggetti femminili, escono dal loro isolamento per presentarsi a coppie, rafforzate dalla presenza di un volume che dialoga con esse. Il caso più evidente è la comparsa delle nuvole, elementi tipici dell’epoca barocca dell’arte italiana, che a Bergomi ricordano però una fase della propria ricerca pittorica di qualche decennio fa.

CASTELLO MIRAMARE 3 TRIESTE

A TRIESTE

Straordinario vedutista, orientalista dalle mille suggestioni, pittore e patriota, Ippolito Caffi è al centro di una grande mostra allestita fino all’8 dicembre negli spazi del Castello di Miramare.  L’importante esposizione è una sorta di prologo (con un anno di anticipo) alle celebrazioni per i 150 anni dalla morte dell’artista veneto,  amante di viaggi e alla ricerca di sempre nuove emozioni e paesaggi, passioni che, almeno idealmente, condivideva  con l’Arciduca Massimiliano per il quale  (nel 1857) dipinse la sontuosa festa di nozze in una Venezia  notturna (quadro custodito nel castello triestino). Intitolata “Ippolito Caffi, dipinti di viaggio tra Italia e Oriente”, la rassegna  presenta selezionato  oltre 40 dipinti delle raccolte della Fondazione Musei Civici di Venezia, da molti anni non esposti e in parte restaurati per l’occasione.

Meravigliosi capolavori del vedutismo ottocentesco, capaci di far rivivere i viaggi e i sogni, nonchè le geniali invenzioni e la scenografica arte del pittore bellunese . Attraverso i dipinti di viaggio, che fissano su tela e carta una personalissima visione di città molto amate da Caffi (e mete imprescindibili del Grand Tour), Venezia e Roma, cui si uniscono quelle di Napoli e dell’Oriente, è possibile seguire l’evolversi dello stile dell’artista  che, addirittura in alcuni casi reporter di guerra, seppe traghettare il genere della veduta nella contemporaneità, interpretandolo in chiave assolutamente moderna.

 

SB

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