Le bellezze di Montecristi, Repubblica Dominicana

23 settembre, 2015 nessun commento


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Riguarderà anche la provincia di Montecristi, nel nord ovest della Repubblica  Dominicana, il piano strategico di sviluppo che sta coinvolgendo da tempo aree del paese con grandi potenzialità, ma finora poco interessate dal turismo. Il Consiglio Nazionale per la Competitività sta infatti lavorando a un progetto di sviluppo della provincia finanziato dal Banco Interamericano di Sviluppo (BID) nell’ambito del Fondo per la competitività (FONDEC), in collaborazione con il Cluster turistico di Montecristi. L’obiettivo è quello di sviluppare e far conoscere quest’area ricca di storia e di bellezze naturalistiche ancora tutte da scoprire.

 

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Di grande rilievo è la cittadina di San Fernando de Montecristi, che prese il nome dal Re Fernando di Spagna quando fu fondata da Nicolás de Ovando nel 1501. È il primo centro del paese ad avere un acquedotto, una linea ferroviaria e i telefoni. Il porto di Montecristi fu anche un’attrazione per immigranti che arrivavano dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal Sud America e che lavoravano insieme alla popolazione per organizzare un sistema di esportazione di legno e prodotti agricoli coltivati nella regione. Oggi San Fernando è una graziosa città in cui regna il connubio fra l’architettura tradizionale delle Antille e lo stile vittoriano.

 

Cayo+Arena_2C+Punta+Rucia3-1175671066-OLa provincia di Montecristi è anche un’area di grande interesse naturalistico: vanta il 40% della superficie ricoperta da mangrovie di tutta la Repubblica Dominicana e ha un habitat da preservare, perché rifugio di decine di specie floristiche e faunistiche uniche. Rappresenta, inoltre, un vero paradiso per i subacquei in quanto ha la più grande barriera corallina del Paese che si estende per 420 km2 fino a Puerto Plata, con l’85% di specie coralline preservate e qui si concentra il 42% del reef di tutta l’isola, in particolare a Cayo Arena.

Numerosi anche i tesori archeologici subacquei con circa 260 galeoni affondati al largo delle sue coste, risalenti al XVIII secolo.

Tra le isole caraibiche, la zona detiene il primo posto come destinazione privilegiata per la presenza di uccelli migratori e quindi paradiso per il birdwatching. Entro i confini della provincia si trovano ben nove aree protette dove ammirare i pellicani bruni, le fregate, le cicogne americane, le spatole, l’airone bianco maggiore, una grande varietà di aironi, rondini di mare e fenicotteri.

 

Turismo subacqueo e birdwatching sono quindi due attività privilegiate su cui puntare all’interno del piano di sviluppo della zona, anche per quanto riguarda l’aspetto promozionale.

 

Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il 15% dei turisti di tutto il mondo sceglie viaggi all’insegna dell’avventura e della scoperta delle bellezze naturalistiche; il 20% dei turisti europei sceglie per le proprie vacanze mete “verdi” e il 10% opta per un turismo sostenibile.

E ancora bisogna tenere conto che il 57% dei turisti che pratica immersioni nel mondo sceglie i Caraibi come destinazione privilegiata, con una media di 3,5 milioni di subacquei all’anno organizzati in gruppi, con alto livello di spesa, e il 70% dei subacquei ritorna negli stessi luoghi perché vi ha trovato una grande varietà ambientale.

E in merito al birdwatching, bisogna considerare che sono 9,5 milioni le persone registrate presso le organizzazioni internazionali specializzate e nel 2014 si contano oltre 6 milioni di turisti ad aver praticato questa attività nel mondo.

 

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