Sull’isola della palma nana

7 settembre, 2015 nessun commento


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Sono sulla costa di Ulisse, sdraiata su un lettino al sole sulla spiaggia di Sabaudia. La maga sulla mia sinistra per alcuni è il promontorio del Circeo, per me è da sempre la strega che tentò di sedurre Ulisse con i suoi incantesimi fatali. Da qualche tempo ormai io e la maga abbiamo fatto un patto, non mi stregherà se continuerò a parlar bene di lei, del verde incontaminato che la riempie di splendore e dal blu di questo mare cristallino. Si, ne parlo bene perché un giorno mi ha fatto innamorare e appassionare di questo bellissimo posto ad un passo da casa. La dichiarazione verso Circe però non è quello che vorrei scrivere oggi, è solo per introdurvi una delle isole più belle del Mediterraneo, la più selvaggia di questa costa, Palmarola. Sono qui che la osservo da lontano e non sono poi così tanti i km che ci separano. Da bambina pensavo che un giorno l’avrei raggiunta a nuoto… Oggi lo escludo e ci vado in barca!

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L’idea di questa gita nasce così, improvvisata, durante un tramonto sulla spiaggia, un gruppo di amici, una birra in mano e da una chiacchiera tira l’altra è arrivata la proposta… “Gommonata?” Tutti d’accordo e senza esitare decidiamo di trascorrere una fantastica giornata in barca. Destinazione Paradiso, direzione Palmarola! La terza isola ponziana per grandezza (preceduta da Ponza e Ventotene) in passato conosciuta come Palmaria dove cresce, appunto, la palma nana.

Zaino con il nécessaire e la priorità assoluta a maschera e boccaglio per lo snorkeling! Cappellino e occhiali da sole? Ce l’ho! La buona compagnia…pure! Avanti tutta il Paradiso è dietro l’angolo! Partiamo da San Felice Circeo e dopo circa un’ora siamo a Palmarola, un tempo meta di pirati barbareschi. Chi di noi si riconosce ancora? Lo può dire adesso o mai più!

Circumnavigare l’isola prima di esplorarla è un must! Solo l’idea di tuffarmi in quell’acqua mi rende entusiasta come una bambina. Quel mare è sempre diverso, cambia colore di continuo…dall’azzurro al blu, dal turchese al verde smeraldo. Il nostro tour inizia a sud, da Cala Brigantina, chiamata così perché un tempo fu approdo di velieri.

Sulla sinistra c’è il Faraglione di Mezzogiorno e le grotte. D’un tratto vi sembrerà di vedere una sogliola gigante, non vi preoccupate perché si tratta dello scoglio Suvace, somigliante proprio ad un grande pesce.

Procediamo verso est dove c’è la Forcina, un grande varco di notevole interesse geologico, dove si possono infatti notare stratificazioni e colate laviche. Qui la tappa è doverosa. Ci tuffiamo e procediamo a nuoto verso la Grotta del Gatto dove c’è l’acqua dolce ed è subito amore. Proseguiamo verso l’estremità dell’isola per arrivare a Punta delle Brecce per ammirare la spettacolare “Cattedrale” dove la roccia si è sviluppata proprio come una cattedrale gotica. L’arte della natura.

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Doppiamo un’enorme conchiglia, “è lo scoglio Scuncillo” ci suggerisce il nostro Comandante, mentre a destra ci sono “I Piatti” e “Le Galere”, gli scogli di punta Tramontana. Il fatto interessante delle Galere è che i suoi scogli sono maculati di ossidiana colorato dal nero al giallo-ocra. Pare che in nessun altro posto del Mediterraneo il vetro lavico abbia queste macchie di colore. L’ossidiana è un vetro vulcanico nero lucido, grazie al quale i primitivi ne ricavavano punte di freccia, asce, coltelli.

Siamo a nord di Palmarola e tutto è incredibilmente paradisiaco ma il languorino sale! Resisterò prima di darmi alla pesca dei ricci? Da Cala Tramontana a Cala del Porto sono 5 minuti di navigazione quindi ce la posso fare. Altri amici ci aspettano per pranzare da O’ Francese.

Eccoci a Cala del Porto, unico approdo sicuro dell’isola, considerato il punto di riferimento per tutti. Per ogni evenienza basta recarsi qui, dove c’è il contatto radio con Ponza, lo stazionamento barche di linea e… buonissimo cibo grazie ai due ristoranti sulla spiaggia. Un posto per rifocillarsi, incontrare gente e, se volete, anche per dormire in una delle case-grotta! Un piatto di spaghetti con le vongole e un caffè e… sto! Un ricco pisolino all’ombra prima di ripartire per concludere il nostro tour. Poco distante da qui c’è la cappella di S. Silverio sul faraglione costruita dai Ponzesi con la statua del Santo e la lampada a olio sempre accesa. Altra sosta. Ormeggiamo qui e a suon di musica ispanica e risate diamo il via alla gara di tuffi coreografici.

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Percorriamo il passaggio di mezzogiorno dove vediamo il faraglione “Pallante”, la casa di una rara colonia di berte minori del Mediterraneo. Il nostro comandante di racconta che di notte questo uccello marino emette un suono assai particolare che ha preoccupato alcuni viaggiatori perchè le sue fortissime grida sono simili ad un pianto disperato. Bene, siamo di nuovo a sud e desidero ardentemente entrare nelle grotte prima di tornare al Circeo.

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Qui si che è vera vacanza, non prende nemmeno il cellulare! Serve solo per fare foto memorabili. Tutto il resto è… relax allo stato puro e libertà assoluta di godersi mare e sole accarezzati dal vento, circondati da palme nane e da un’allegra e affiatata ciurma! Leggenda o realtà? Basta che sia… Palmarola.

 

Silvia Brugnara