Bali: un’isola in festa

18 luglio, 2013 nessun commento


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Un luogo affascinante dell’arcipelago indonesiano che conserva ancora integro, un cuore selvaggio e mistico. Un angolo di paradiso dove è possibile calarsi in un’atmosfera pittoresca e piena di energia. Un luogo dall’anima fortemente artistica. Bali è infatti famosa per la pittura, la scultura e l’intaglio del legno, attività molto sviluppate e praticate soprattutto nell’area di Ubud. Ma non bisogna dimenticarsi della musica tradizionale balinese, il gamelan così come le danze tradizionali quali il barong, il legong e il kecak.

Spiritualità

Il tempo sull’isola è scandito da numerose cerimonie. Celebrazioni e feste vengono svolte oltre che per le innumerevoli divinità anche per gli anniversari di ognuno degli oltre 20.000 templi presenti. Ogni fase della vita di un balinese, dalla nascita alla morte, è contrassegnata da rituali e cerimonie, note con il nome di Manusa Yadnya. La prima cerimonia avviene ancora prima della nascita, mentre la cremazione è la cerimonia conclusiva della vita, nonché la più importante. Questa circostanza è l’occasione di una celebrazione che diviene in tutto e per tutto una grande festa popolare, con processioni  all’interno della città, musica gamelan e offerte di varia natura depositate sul catafalco del defunto. Ma la cosa incredibile è l’atmosfera gioiosa e festosa che si percepisce in queste circostanze.

Curiosità

A Bali i bambini possono poggiare per la prima volta i piedi a terra al compimento del 105° giorno. Anche la scelta del nome del nascituro segue regole antiche: i balinesi hanno solo 4 nomi, il primo figlio si deve chiamare Wayan, il secondo Made, il terzo Nyoman e il quarto Ketut, se il numero dei figli è maggiore di 4 i nomi si ripetono con il medesimo ordine.

Lucia Limiti

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