Il paradiso può attendere

4 marzo, 2014 nessun commento


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© Subbotina Anna - Fotolia.com

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Tutti, una volta nella vita, dovrebbero regalarsi un momento di puro e sano relax, perdersi nell’oblio della mente facendo viaggiare i propri sensi e i pensieri nei posti più inesplorati del cervello. E così mi sono decisa “anche io devo provare, devo concedermi un trattamento di bellezza, un massaggio o comunque devo provare almeno una volta cosa voglia dire andare in una Spa”.

Il caso ha voluto, che proprio in quel preciso momento mi trovassi a Koh Samui, una splendida isola nel golfo della Thailandia. Tutti sanno, o per sentito dire o per esperienza diretta, che la Thailandia è famosa per essere la patria del massaggio. Il massaggio Thailandese è sicuramente tra quelli più famosi e più esportati in tutto il mondo. Non esiste città in cui non sia presente un centro che offra massaggi Thai. Non appena entrata nella fantastica Spa superlusso del resort (ogni resort in Thailandia ne ha una), la bellissima e giovanissima direttrice del centro mi serve un tè caldo e dopo avermi regalato uno splendido fiore di tiarè, di un bianco candido, da mettere tra i capelli, mi porge un libro della grandezza pari ad un volume di enciclopedia. E proprio lì dovevo capire che andare in una Spa non era certo un gioco da ragazzi. Io che non riesco mai a fare una scelta, neanche per il gusto della pizza a ristorante, dopo l’atto di coraggio di entrare in una Spa, mi trovavo di fronte ad un altro e più arduo dubbio: quale tipo di massaggio? “Ecco lo sapevo una decisione porta sempre ad un’altra decisione e ci si complica sempre di più la vita”. Ma adesso dovevo fare una scelta. Sapete, io nella mia ignoranza credevo che un mas- saggio fosse solo un massaggio. “Ma quanti tipi di trattamenti e massaggi ci possono essere?” Mai farsi questa domanda in una spa e soprattutto in una Spa in Thailandia.

Mentre scorrevo velocemente tra le numerose tipologie di massaggi: quello tradizionale, il massaggio Thai con olio, il massaggio Thai al viso, il massaggio Thai ai piedi etc, l’occhio si sofferma sul “Royal Thai Massage”. Se è “Royal” sicuramente sarà il massimo, il non plus ultra! E quale scelta migliore di un massaggio reale per il mio battesimo Spa?” Non appena fatta la mia seconda “dura” scelta della giornata- avrete capito che non amo decidere tantomeno in vacanza – la direttrice del centro si congratula con me e mi conduce in una stanza, dove trovo un pigia- ma bianco di cotone da indossare. In cinque minuti mi preparo, ansiosa di provare il piacere di un massaggio “reale” superlusso. Entro nella stanza. La luce soffusa e una musica thai soft mi fanno capire che questa è stata una decisione veramente azzeccata. R-E-L-A-X. “Sii sono già rilassata, la spa è una cosa bellissima, fino ad oggi non avevo capito nulla della vita. Perché non l’ho provata prima”. C’è addirittura una piccola ampolla di vetro con dei pesciolini colo- rati, che posso ammirare mentre me ne sto sdraiata, a pancia sotto, sul lettino per massaggi.“Be che dire… inizio a dir poco fantastico”. Non appena pronunciate le fatidiche parole, inizio a scoprire “dolorosamente” tante parti del corpo, che pensavo non possedere. Dovete sapere, ed io lo so solo adesso, che il massaggio thailandese si basa sul principio che il corpo è solcato da canali, nei quali scorrono dei flussi di energia vitale. Quando questa energia non circola in maniera adeguata, il corpo può andare incontro a dei disagi, che possono portare a dei veri e propri stati patologici. Lo scopo del massaggio thailandese è quello di ripristinare la corretta circolazione dell’energia.

Il massaggiatore durante il massaggio – il mio della durata di ben 60 lunghi minuti – utilizza diverse parti del suo corpo, dalle mani ai piedi, dagli avambracci alle ginocchia. “Ancora le ricordo le sue ossute ginocchia”. E da li compressioni, estensioni, torsioni, stiramenti, camminamenti del massaggiatore sulla schiena del massaggiato….”e per fortuna in Thailandia la maggior parte della popolazione è molto magra”. Volete sapere cosa si prova? Beh, non ci credere- te mai, superata la soglia del dolore e superato lo scoglio di essere piegata come un origami, la sensazione finale è stata di estremo piacere. “Sii, sono arrivata in paradiso dopo essere passata da una Spa. Ma ne è valsa la pena”.

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