Pantelleria: capperi che meraviglia!

18 giugno, 2014 nessun commento


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capperi

Con la sua grande ricchezza naturalistica fatta di laghi vulcanici, grotte, altipiani, sorgenti termali e favare, Pantelleria è un luogo di una bellezza ricercata che colpisce nell’immediato.

Isola del vento e dei dammusi, che al mare preferisce la terra e dove l’agricoltura rispetto alla pesca rimante la principale fonte di sostentamento, Pantelleria nasconde molti tesori. Ed è proprio dalla terra ne deriva uno: la pianta del cappero.

Geograficamente molto più vicina all’Africa, tra la Sicilia e la Tunisia, questo piccolo fazzoletto di terra, gode di un connubio vincente per la pianta del cappero: il suolo di origine vulcanica ed un clima caldo e ventoso.

Amante del sole e del caldo asciutto, le piante di cappero si sono diffuse ovunque sull’isola.

Tra la fine di maggio e settembre inizia la fioritura di questa pianta e con essa la raccolta dei boccioli non ancora aperti, che devono essere raccolti tempestivamente, prima dell’alba ed appena germogliati. Quelli di dimensioni minori diventano, dopo la maturazione, il prodotto migliore.
Una volta raccolti i capperi vengono messi in salamoia a maturare nel sale marino. La maturazione è un passaggio obbligato per il cappero, poiché se mangiato fresco risulterebbe amaro e di gusto sgradevole.

Conservati rigorosamente sotto sale, i capperi di Pantelleria rappresentano l’ingrediente tipico di molti piatti della cucina siciliana come ad esempio la caponata di verdure, chiamata sull’isola sciakisciuka, o l’isalata pantesca.

Curiosità: Il metodo utilizzato dai panteschi per incrementare la coltivazione dei capperi, consiste nello “sparare” i semi di cappero con una cerbottana tra le fessure dei muri o tra le tegole dei tetti delle case.Nella zona meridionale dell’isola di Pantelleria, tra imponenti scogliere a strapiombo sul mare, alte anche fino a 300 metri, è possibile ammirare la Balata dei Turchi. Una bellissima e selvaggia baia, caratterizzata dalla presenza di un enorme e levigato lastrone di roccia lavica che, degradando sul mare, veniva utilizzato come approdo naturale dai pirati.

Lucia Limiti

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