Il Presidente Medina, a Roma per salvare l’Ambasciata italiana

30 settembre, 2014 nessun commento


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“Cinque secoli di storia uniscono il popolo italiano a quello dominicano.” Queste le parole di Renzo Serravalle, Presidente di Casa de Italia, durante l’attesissimo incontro svoltosi ieri a Roma tra il Presidente della Repubblica Dominicana Danilo Medina – tra i presidenti con il più alto grado di accettazione – e i rappresentanti di alcuni tra i più grandi gruppi imprenditoriali a conduzione italiana che operano nella Repubblica Dominicana, per adottare una serie di iniziative presso il governo italiano e quello dominicano contro la chiusura dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo.

Casa de Italia è la più importante associazione italiana in Repubblica Dominicana: ad essa aderiscono uomini e donne di cultura, professionisti, imprenditori, semplici cittadini, italiani e dominicani, e la sua sede è situata in un edificio storico della Città Coloniale, patrimonio dell’umanità sotto tutela dell’Unesco, protagonista e sede di eventi culturali internazionali organizzati in collaborazione con l’Ambasciata, come la settimana della cultura italiana e il Premio Mondiale di poesia Nósside.

Serravalle, aveva già inoltrato alle autorità italiane – appena si erano diffuse, lo scorso dicembre, le prime notizie ufficiose sulla chiusura dell’Ambasciata – una lettera che riportava motivazioni storiche, politiche, diplomatiche, economiche e culturali per le quali la Rappresentanza diplomatica italiana nella Capitale caraibica non avrebbe dovuto chiudere i battenti.

“Vorrei ricordare – ha dichiarato Serravalle – che c’ è un’isola nella stessa direzione del sole, nella acque calde del mar dei caraibi a 8.000 chilometri a ovest dell’Italia dove risiede la più grande comunità di cittadini italiani del Centro America e dei Caraibi. Questi cittadini Italiani sono frutto di tre grandi ondate migratorie che sono arrivate a Santo Domingo. La prima alla fine del 1800, la seconda dopo la seconda guerra mondiale e l’ultima, la più numerosa, negli ultimi 20 anni periodo in cui la Repubblica Dominicana si è fatta conoscere come destinazione turistica e come principale economia emergente dell’area caraibica. Tutto questo grande sviluppo si è ottenuto grazie alla stabilità sociale, economica e politica della nazione. Forse non tutti sapranno che, negli ultimi anni, la Repubblica Dominicana è passata da essere un paese in via di sviluppo, ad essere un paese con un’economia emergente grazie alla continua crescita del suo PIL e alla sicurezza degli investimenti.”

Secondo lo stesso Serravalle, la decisione di chiudere l’Ambasciata Italiana a Santo Domingo, dopo 116 anni di relazioni diplomatiche, darebbe l’impressione che l’Italia non abbia  compreso il ruolo strategico della Repubblica Dominicana  dovuto  alle eccellenti relazioni fra i due paesi. Proprio negli ultimi anni sono stati infatti commissionati a grandi imprese italiane lavori per un ammontare superiore a 3.000 milioni di dollari.

Gli imprenditori italiani, si sono ora stretti attorno a Casa de Italia per ribadire la netta opposizione alla decisione presa dal Governo italiano in un momento in cui le relazioni tra Italia e Repubblica Dominicana stanno godendo di ottima salute sia sul piano commerciale, che su quello culturale e consolare grazie all’intensificazione della presenza italiana, da una parte, e alla crescita dell’economia dominicana, dall’altra, con un aumento del PIL dominicano che incoraggia gli investimenti degli imprenditori italiani e favorisce l’ascesa dei gruppi dominicani a conduzione italiana, mentre cresce costantemente il numero degli italiani residenti, più di trentamila secondo le stime ufficiose fornite dell’Ambasciata. In particolare nel contesto turistico, i numeri parlano di un milione di presenze italiane nel 2013 (come espressione dei centomila arrivi italiani dello scorso anno operati dalle società di navigazione italiane: Costa Crociere, MSC ed Aida) presso i porti di Santo Domingo e La Romana negli ultimi sei mesi, trasportando ben trecentomila passeggeri.

Ed ancora, dei cinque milioni di turisti stranieri giunti nel Paese nel 2013, più di due milioni sono transiti, che fanno capo al Gruppo Punta Cana di cui è Presidente l’italiano Frank Rainieri e che opera nel settore turistico dell’energia e dei trasporti, mentre il Gruppo Vicini, che fa capo alla famiglia Vicini, presente in Repubblica Dominicana dal 1861, giuntavi da Genova all’indomani dell’unità d’Italia, è uno dei principali produttori di canna da zucchero a livello mondiale e opera nei settori turistici come quello agroalimentare, immobiliare e bancario.

Nel campo dell’imprenditoria, a parte i grandi gruppi dominicani a conduzione italiana, l’Italia non può omettere né sottovalutare la presenza operativa di un cospicuo numero di grandi imprese a capitale italiano, attualmente presenti in Repubblica Dominicana (Maire Tecnimont; Domicen; Acea, Impregilo; Ghella, Erbaviva e Costa Crociere). Per quanto riguarda le piccole imprese, invece, ben 400 sono le società iscritte alle due Camere di Commercio italo-dominicane.

Alcuni tra i dati consolari più rilevanti, resi noti dall’Ambasciata e riferiti all’anno 2013, lasciano sbigottiti per la quantità di presenze italiane sul territorio (connazionali residenti iscritti all’Aire circa 8.314, oggi circa 10.000; turisti italiani nel 2013 circa 100.000; giornate di presenza di turisti italiani circa 1 milione ecc.) e per il volume di lavoro prodotto da quell’ufficio consolare (7 sportelli consolari aperti al pubblico; 18.000 persone ricevute allo sportello; passaporti italiani rilasciati circa 1.000 ecc.) che dovrebbe scomparire insieme all’Ambasciata di Santo Domingo ed essere aggregato all’Ambasciata italiana a Panama.

É la prima volta che un’Ambasciata di medie proporzioni viene assorbita da una più piccola.  La Repubblica Dominicana conta dieci milioni di abitanti. Haiti, che fa parte della stessa Circoscrizione diplomatico-consolare, ne conta altri undici. L’intera nazione panamense conta tre milioni di abitanti, tanti quanto ne conta la sola capitale dominicana.  Gli ultimi rapporti del Fondo Monetario Internazionale confermano che la Repubblica Dominicana è la nazione democratica con il più grande Prodotto Interno Lordo dell’America centrale e dei Caraibi, quasi il doppio di Panama.

Altro fattore da considerare poi è la Spending Review. Ricordiamo che nella Repubblica Dominicana l’immobile degli uffici consolari e la sede di residenza dell’Ambasciatore Italiano sono stati donati al Governo Italiano dalla famiglia italiana Vicini e se l’ambasciata italiana verrà chiusa, i dipendenti saranno trasferiti ad altre missioni consolari e diplomatiche, alcune con stipendio più alto.

Nell’osservare come anche dal punto di vista consolare i disagi sarebbero enormi per cittadini italiani, dominicani e haitiani residenti nei due paesi dell’Isola, gli imprenditori italo-dominicani auspicano un’attenta riflessione del Governo italiano sull’importanza della presenza in Repubblica Dominicana, sia per quanto riguarda il settore economico, sia sotto l’aspetto consolare, valutando il danno che ne deriverebbe al turismo e all’economia dell’Italia stessa e senza dimenticare un motivo storico e culturale che la Patria lontana tende ad obbligare: su queste spiagge sbarcò più di cinquecento anni fa Cristoforo Colombo. In questo Paese ha avuto luogo un’immigrazione italiana che fa onore alle due nazioni e un monumento ne ricorda oggi l’operosità con l’istituzione di una giornata italiana, indetta con una legge dominicana, da celebrarsi il 5 dicembre di ogni anno. Come per dire: il Governo dominicano si ricorda degli italiani e lo fa con una Legge dello Stato, e lo stato italiano cosa fa? Speriamo ritorni sui suoi passi onorando lo splendido e duraturo rapporto tra il nostro Paese e la Repubblica Dominicana!

Lucia Limti

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