Elfi: Islanda tra mito e realtà

12 novembre, 2014 nessun commento


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E se vi dicessimo che esiste un popolo disposto a sospendere i lavori di casa pur di non disturbare gli elfi, ci credereste?
Gli Islandesi nutrono un vero e proprio culto per queste magiche presenze. Secondo un recente sondaggio dell’Università di Reykjavík, l’80% della popolazione islandese non esita a credere nell’esistenza di spiriti che vivono a contatto con gli esseri umani.

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Fantasie? Mica tanto visto che ci sono addirittura censimenti che attestano come in Islanda viva un elfo ogni 500 abitanti. Le loro case sono piccole dimore costruite dagli islandesi stessi in luoghi appartati e silenziosi. Ma anche quella che sembra essere una fede cieca si nutre, in realtà, di dubbi e domande. Per la maggior parte di loro, infatti, “coesistere” con queste piccole creature è un fatto naturale… che non ha bisogno di prove visive.

Per farvi capire meglio il rapporto che lega l’islandese medio agli elfi, descritti come piccole creature dall’aspetto umano, vi basti sapere che se un islandese si ritrovasse una roccia in giardino – e la reputasse dimora di un elfo – non la rimuoverebbe, non tanto perché preoccupato dal fatto che ci siano degli omuncoli che vivono al suo interno e che, ogni tanto, escono e danzano nel suo giardino, ma perché per lui è appurato che esistano altri poteri, altre forze da non disturbare.

Una cittadina portuale vicina alla capitale Reykjavik, ad esempio, è orgogliosa del fatto di avere una popolazione elevata di elfi. Tutti i turisti sono invitati a visitare le località dove abitano “gli invisibili”, inclusa una grande roccia per la quale una strada è stata deviata pur di non disturbare i suoi piccoli abitanti. Le storie di elfi e vissuto quotidiano in Islanda sono frequenti e uniche nel loro genere. L’assessore di un comitato disposto al piano regolatore ha raccontato di aver ricevuto una domanda per la costruzione di un garage ed un suo collega avrebbe commentato: “Spero che questo vada bene per gli elfi”. Qualora il comitato avesse determinato un reale il disturbo per gli elfi – generalmente attraverso un sensitivo che riceve una lamentela dagli elfi, direttamente o attraverso un sogno – la città avrebbe considerato lo spostamento del progetto o “il trasloco” degli elfi stessi.

Negli anni ’70 a Kopavogur, seconda città islandese per numero di abitanti, una sezione di strada fu ridotta da due a una corsia quando numerosi sforzi per rimuovere una grande roccia, che si credeva ospitasse degli elfi, fallirono a causa della ripetuta e misteriosa rottura dei macchinari della ditta appaltatrice. Oggi la roccia è ancora lì con i suoi piccoli abitanti.
Nel 1996, nella stessa città, un operatore di bulldozer incontrò delle difficoltà nel livellare una collinetta per costruire un camposanto. I due bulldozer si spegnevano ripetutamente e, inspiegabilmente, smisero di funzionare. “Vediamo se possiamo raggiungere un compromesso con gli elfi”, fu il commento del direttore dei lavori, riportato dal Morgunbladid, il giornale nazionale. Per risolvere lo stallo furono chiamati due sensitivi e, dopo breve tempo, gli elfi decisero di trasferirsi. Insomma nell’ultra liberale Islanda anche la burocrazia elfica ha i suoi tempi!

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