Boomerang, a caccia della traiettoria perfetta

13 dicembre, 2014 nessun commento


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Quante volte siamo rimasti affascinati dal suo modo di volare, con quella traiettoria curva e precisa in grado di tornare nelle mani del lanciatore. Il boomerang è senza dubbio un oggetto affascinante, ma dietro il divertimento ludico di vederlo volteggiare in aria si nasconde un’arma letale e antichissima, capace di colpire una preda a grande distanza.

 

I più bravi ed esperti ad utilizzare il boomerang si sono rivelati gli aborigeni australiani che oggi lo utilizzano più che altro in apposite manifestazioni di carattere sportivo con gare di precisione, velocità, resistenza, durata e prese acrobatiche. A sancire questo primato di abilità vi basti sapere che lo stesso nome boomerang viene dalla lingua della tribù australiana Turuwal, originaria della zona di Sydney. Oltre che per la caccia, i boomerang venivano usati nei combattimenti tribali e alcune tribù svilupparono varianti con forma più allungata e asimmetrica, che potevano agganciarsi ad uno scudo e colpire, ruotando, la testa dell’uomo che lo reggeva. Un’arma efficace che dalla Preistoria in poi è stata utlizzata in India e nell’alto bacino del Nilo e sembra che fosse nota anche agli antichi Egizi e ai Babilonesi.

 

 

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Il boomerang come detto ha una capacità unica, quella di tornare nelle mani del suo lanciatore ma questa caratteristica è in realtà propria solo dei boomerang sportivi: i modelli da guerra o da caccia, più grossi e potenti, generalmente non tornavano nelle mani del loro proprietario. Per ottenere questa particolare traiettoria è fondamentale eseguire correttamente il lancio, una volta partito il boomerang sfrutta la spinta iniziale e la depressione generata dal moto rotatorio che gli permette di non precipitare, vincendo, o eguagliando, la forza peso. Un oggetto così merita grande attenzione, a partire dalla sua costruzione che rispetta regole precise: il boomerang deve essere ricavato da un ramo di legno duro, con una curva piuttosto larga, lungo da 40 a 90 centimetri e con un lato piatto e l’altro-arrotondato.

 

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Oggi il fascino di quest’oggetto è tutt’altro che sopito ed ha superato anche i confini terrestri. Il giapponese Yasuhiro Togai, campione mondiale di lancio del boomerang, ha infatti recentemente guidato l’astronauta della Stazione Spaziale Internazionale Takao Doi nell’eseguire prove di lancio in condizioni di microgravità, rilevando che il comportamento dell’oggetto è del tutto analogo a quello già osservato sulla Terra. Il boomerang quindi, dopo aver percorso con l’uomo millenni di storia, è riuscito a dimostrare la sua leggendaria efficacia e affidabilità anche nello spazio. Che sia già pronto per accompagnare l’umanità anche nel futuro?

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