Cina: la storia del qipao

26 dicembre, 2014 nessun commento


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Il qipao è il tradizionale abito cinese, essenza stessa della femminilità orientale, e deve la sua fama tanto alle antiche stampe cinesi quanto ad una vasta filmografia che ha saputo sdoganare quest’abito a livello mondiale. Conosciuto anche con il nome di cheongsam fece la sua comparsa in Manciuria nel diciassettesimo secolo, durante la dinastia Quing, quando venne adottato come simbolo distintivo di una particolare casta sociale chiamata “il popolo della bandiera”.

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Inizialmente era molto diverso dal vestito attillato e sensuale che conosciamo oggi e, anzi, aveva lo scopo di coprire qualsiasi forma femminile. Assomigliava più ad una larga e rigida mantella che vestiva la donna dal collo fino alle punte dei piedi. Il qipao moderno, molto attillato e coloratissimo, arriva invece dalla vivacissima Shanghai degli anni ’20 ed è riuscito ad imporsi come must della moda fino ai giorni nostri. È un abito caratterizzato da forme lineari e da tessuti e ricami opulenti, il tutto arricchito da una fusciacca per evidenziare la vita sottile.

Il colore del qipao aveva connotazioni sociali importanti: i toni scuri, solitamente indicati per circostanze molto formali, si opponevano ai colori chiari, che denotavano l’estrazione sociale umile di chi indossava il cheongsam. Ogni stagione dell’anno aveva un colore corrispondente: il bianco rappresentava l’autunno, il nero l’inverno e il verde la primavera. Il più importante però era il rosso, simbolo dell’estate e colore portafortuna per antonomasia. L’utilizzo di un qipao di questo colore era spesso legato a particolari riti e ricorrenze nel corso dell’anno e della vita come il capodanno e il matrimonio.

Se oggi quest’abito è così conosciuto in occidente il merito è sopratutto del cinema. Nel 1960 Nancy Kwan contribuì a rendere il qipao un abito seducente nel film “Il Mondo di Suzie Wong”, dove la protagonista indossava abiti variopinti, con maliziosi spacchi che scoprivano le gambe ben più di quanto la tradizione cinese prevedesse. Più recentemente abbiamo ritrovato quest’abito nel film, del regista cinese Kar Wai Wong, “In the Mood for Love”, pellicola in equilibrio tra passioni travolgenti e disperante alienazione moderna, sullo sfondo di una fascinosa Shanghai.

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