Phuket: tra mistero e misticismo

10 gennaio, 2015 nessun commento


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Phuket

Il Vegetarian Phuket Festival, un appuntamento avvolto dal mistero e dal misticismo tipico delle antiche filosofie orientali. Quando? Durante il nono mese lunare cinese. La credenza vuole che i suoi riti sacri portino fortuna a chi partecipa attivamente, ma anche a chi assiste, passivo, ai rituali. Durante i dieci giorni di festa, per un tempo variabile ma non inferiore ai tre giorni, i residenti di origine cinese – ma tutti volendo possono partecipare – devono rispettare rigorosamente una dieta vegetariana o vegana, astenersi da ogni vizio, non mangiare carne o uccidere animali. Tutto questo per raggiungere la purificazione del corpo e dello spirito. Il pomeriggio prima dell’inizio dei festeggiamenti, in ogni tempio o santuario cinese, viene sollevato il Go Teng, una grande asta. Un invito, questo, per invogliare gli Dei a scendere. Durante la mezzanotte, poi, lungo questa asta vengono appese nove lanterne per celebrare l’inizio del festival e per invitare due importanti divinità a prenderne parte: Yok Ong Hong Tae e Kiew Ong Tai Tae. Numerose le cerimonie, nei santuari e lungo le strade, accompagnate dal Ma Song, il canto Maa che dona agli eletti poteri soprannaturali permettendogli di infliggersi autotorture per spostare il “male” dagli altri verso se stessi, garantendo così fortuna a tutta la comunità. Accompagnati dal suoni di tamburi, cantilene e dal rumore dei fuochi di artificio per allontanare gli spiriti maligni, una miriade di giovani eletti in uno stato di trance, praticano il rito della flagellazione, trafiggendosi guance, labbra, capezzoli ed altre parti del corpo con gli oggetti più disparati. Il festival si conclude con una cerimonia e con il saluto agli Dei. Tutto questo proprio nel momento in cui il rumore dei fuochi di artificio si fa più intenso. Cosa dire? Da vedere una volta nella vita, ma non adatto ai deboli di cuore.

Lucia Limiti