5 volti per le capitali italiane della cultura

13 aprile, 2015 nessun commento


Share

Lecce che si trasforma in una galleria d’arte a cielo aperto, con le opere a invadere bar e ristoranti, negozi e scuole. Cagliari che punta sul contemporaneo e lancia il suo filo rosso sull’altra sponda del mediterraneo per unire Italia, Europa e Nord Africa. Perugia che contamina Medioevo e modernita’. Mentre Ravenna trasforma i suoi spazi e riscopre la vecchia Darsena. E Siena si porta avanti per il Giubileo con un viaggio sulla via Francigena.

Nasce la capitale italiana della cultura e per il 2015 avra’ cinque facce, cinque citta’ con i loro tesori e mille iniziative, per richiamare l’attenzione sul belpaese “museo diffuso”, come sottolinea il ministro di beni culturali e turismo Franceschini. Ma anche rilanciare economia e lavoro facendo perno su arte e cultura. Lanciata dal ministro contestualmente all’elezione di Matera capitale europea per la cultura 2019 anche per non disperdere la mole di lavoro fatto dalle cinque citta’ finaliste bruciate dallo sprint della citta’ dei Sassi, l’iniziativa nasce con sostegno forte del Mibact, che quest’anno in via straordinaria garantisce ad ogni singola ‘capitale’ un contributo di 1 milione di euro, per attivita’, restauri, eventi, promozione.

I sindaci ringraziano, “a un mese da Expo ci aspetta una visibilita’ mondiale incredibile”, sottolinea a nome di tutti il primo cittadino di Cagliari Massimo Zedda. I programmi sono in parte ancora in fieri, con mostre, spettacoli, celebrazioni, concerti. Ma anche progetti di riqualificazione di aree delle citta’, collegamenti centro-periferia, restauri, aperture di nuovi musei o riscoperta di aree archeologiche fino ad oggi non accessibili, coinvolgimento delle associazioni giovanili, valorizzazione del territorio e del paesaggio. Idee e progetti diversi, citta’ per citta’, ognuna con la sua impronta, da Ravenna con Dante, i Mosaici e il nuovo Parco archeologico di Classe, che dal 16 luglio svelera’ il Porto Tardo Antico e teodoriciano, a Lecce con l’arte diffusa, i cortili aperti, il teatro fuori dal teatro, un festival tutto per i bambini.

E se Perugia, come ricorda il giovane sindaco Andrea Romizi, punta sulla forma urbis della citta’ e riscopre la sua storia di centro medievale per “seminare un cambiamento” e spingere i suoi giovani a trarre dalla storia l’ispirazione per affrontare nuove sfide”, Siena fa quadrato coinvolgendo i suoi cittadini in un programma ricco di arte, musica, danza (persino un particolarissimo calendario dell’avvento che a dicembre trasformera’ 24 finestre della citta’ con opere di artisti contemporanei) che e’ anche una sfida collettiva per far ripartire l’economia nel segno della cultura. Mentre Cagliari arruola abitanti e artisti per visitare, interpretare e ridisegnare paesaggi naturali e tessuto urbano. Ogni citta’ per se’ con il suo progetto e il suo programma di eventi, ma dopo la competizione all’ultimo sangue di qualche mese fa, il clima fra i sindaci oggi e’ disteso e solidale.

Lucia Limiti

Latest posts by francesco (see all)