Cultural week end

29 luglio, 2015 nessun commento


Share

Lasciatevi ispirare, vi aspettano dei week end di arte, storia e cultura: dall’arte islamica raccolta nel meraviglioso scenario delle Scuderie del Quirinale nella Roma Capitale, alla casa del genio neoclassico Antonio Canova, a Possagno, per ammirare la raccolta di alcune delle sue opere violate, fino a raggiungere Cagliari dove vi aspetta un viaggio nella bellezza del cinema attraverso i di-segni che hanno tracciato i registi di alcune tra le opere cinematografiche più popolari del cinema italiano.

Scegliete il vostro week end culturale e calatevi in una di queste magnifiche storie. Un viaggio, una storia.

A ROMA

Gli splendori della Collezione al-Sabah del Kuwait sono esposti fino al 20 settembre alle Scuderie del Quirinale per la grande mostra dal titolo “Arte della Civiltà Islamica”. Allestite oltre 300 opere che permettono al vasto pubblico di avvicinarsi a una espressione artistica multiforme, ricca, elegante, raffinata e sorprendente. Il percorso della rassegna si articola in due parti. La prima rigorosamente cronologica prende le mosse dalle influenze delle grandi civiltà rivali (tardo antica bizantina da un lato, mesopotamica orientale dall’altro), per passare poi allo sviluppo di un linguaggio artistico autonomo e peculiare via via si ramificatosi e consolidatosi con esiti di superbo equilibrio, per concludere con i tre grandi imperi cinquecenteschi: l’impero mediterraneo dei Turchi Ottomani, quello iranico dei Safavidi di confessione sciita, ma aperti al resto del mondo, l’opulenza fiabesca della corte indiana dei Moghul. Nella seconda parte si esemplificano invece i temi e modi artistici centrali delle esperienze artistiche islamiche: le stupende calligrafie, le suggestioni matematico-geometriche, le infinite declinazioni dell’arabesco fantasia del motivo florearabesco), fino al falso mito della iconoclastia islamica. Chiude la mostra lo scintillante sfarzo del tesoro con le opere di oreficeria, principalmente indiane, vanto della Collezione al Sabah che in questo settore non teme rivali al mondo.

 

A POSSAGNO (Treviso) 

shutterstock_82265137

Il busto di Napoleone dilaniato, quello di Paolina senza testa, lo splendore della Ebe offeso e martoriato: una grande mostra racconta fino al 28 febbraio, tra immagini fotografiche e capolavori deturpati, gli ingenti danni provocati dalla grande guerra nel Museo Gipsoteca Antonio Canova di Possagno (Treviso). Allestite nella casa natale del genio neoclassico alcune opere custodite nei depositi museali insieme agli originali della documentazione fotografica di quello scempio messa a punto da Stefano Serafin, con il padre Sirio custode della Gipsoteca, e quindi autore del vasto restauro che nel 1922 ne riaprì le porte.  Intitolata “Antonio Canova. L’arte violata nella Grande Guerra”, l’importante rassegna propone dunque ai visitatori la storia del cannoneggiamento dal Monte Grappa, avvenuto nel 1917, che causò danni ponderosi a quel patrimonio di capolavori canoviani: alcuni furono completamente distrutti, mentre decine furono lesionati, scheggiati. Gli originali degli scatti di Serafin, mai esposti nella loro interezza, illustrano quindi sia lo scempio compiuto dalle granate, sia l’opera di ricostruzione che padre e figlio portarono avanti indefessamente. La mostra presenta anche molti dei Canova violati, mai più esposti e custoditi nei depositi, riuniti per l’occasione in un’ampia sezione, come reliquie di una sfregiata bellezza. Tra questi emerge la magnifica effigie di Ebe coppiera degli dei, qui nel modello originale e quanto rimane della replica in gesso della prima versione della scultura.

A CAGLIARI

shutterstock_228539365

Il Di/segno del cinema” è la mostra inaugurata il 23 luglio e allestita fino al 27 settembre negli spazi del Palazzo di Città, nella bellissima Cagliari. Lo scopo è quello di presentare una sorta di viaggio nel cinema italiano attraverso i disegni con i cui i registi tracciano la loro poetica, fissano le idee, sviluppano l’immaginario che precede, accompagna e talvolta supera la produzione cinematografica. Ecco quindi che l’indagine dei curatori riconduce all’origine dell’atto creativo, al formarsi dell’idea, riflettendo sul rapporto tra segno grafico e quello cinematografico e tra diverse espressioni, o meglio di-segni, dell’immaginario. Per l’occasione sono riunite le pitture, i disegni, le installazioni, gli appunti visivi e talvolta perfino gli oggetti che nel lavoro di alcuni registi, tra cui figurano Martone, Nichetti, Odoardi, Ettore Scola, Paolo e Vittorio Taviani.

Silvia Brugnara