Scrivere, un viaggio di passione

8 luglio, 2015 nessun commento


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Insieme alla Russia, le tre Repubbliche baltiche sono la patria di una delle gemme più affascinanti ed amate, l’ambra, resina solida che conserva al suo interno tracce di un mondo che non esiste più. E l’ambra è il simbolo ideale di questo lembo d’Europa, amato da artisti e scrittori, dove, nonostante una rapidissima evoluzione, l’identità profonda dei popoli e delle città rimane immutata da secoli.

Dici “repubbliche baltiche” e pensi a belle donne bionde, a paesi infelici da ex Impero sovietico, a grigiore e uniformità. Niente di più falso (escludendo, va detto, le belle donne)!

baltiche

Lettonia, Estonia e Lituania sono piccoli paesi verdissimi, con capitali che conservano centri storici antichi, ricchi di palazzi eleganti, torri medievali, decorazioni Jugendstil, attorno a cui turbinano edifici moderni e dove l’edilizia di tipo sovietico ha lasciato pian piano spazio a grattacieli e torri di vetro, monumenti dell’era contemporanea.

Certamente ciò che unisce i tre paesi, profondamente diversi uno dall’altro, è un temperamento riservato, un po ’ severo, molto distante dal luminoso rigore scandinavo e dalla chiassosa verve russa: un’indole amata da tanti scrittori artisti che qui, lontani dai propri paesi d’origine, hanno vissuto esili –più o meno- dorati.

Lettonia
Si dice che Bulgakov facesse la spola tra la Russia e Riga per fare visita alla sua amante: solo brevi fughe d’amore per l’ironico autore del celebre “Il Maestro e Margherita”.
Tomasi di Lampedusa invece scelse di sposare una donna lettone, Alexandra Wolff-Stomersee, baronessa e studiosa di psicanalisi, ma fece l’errore di andare a vivere con lei a Palermo, a casa della madre. E si sa, suocera e nuora non son fatte per vivere in armonia, e quindi la baronessa fece ritorno a Riga.

Estonia
Tallin e Tartu, rispettivamente capitale e città universitaria più importante dell’Estonia, furono invece il luogo d’esilio di Indro Montanelli tra il 1937 e 1938. A causa di un articolo, scritto per Il Messaggero, che Mussolini non apprezzò, Montanelli si ritrovò a ricoprire –felicemente- l’incarico di lettore di italiano all’Università di Tartu e di direttore dell’Istituto italiano di Cultura a Tallinn: un esilio davvero dorato.

Lituania
La Lituania è invece stata il buen retiro di Thomas Mann. Capitato casualmente aNida in occasione di una vacanza, il premio nobel decise di farsi costruire un cottage nei pressi della laguna di Curonia, dove trascorse diverse estati in compagnia della sua famiglia. L’idillio si ruppe quando Mann dovette abbandonare l’Europa a causa del nazismo e a Nida non fece mai più ritorno.

 

Silvia Brugnara