Pagni per Mamet a teatro; mostre da Studio Azzurro a Newton

7 aprile, 2016 nessun commento


Share

TEATRO

ROMA – Eros Pagni come Al Pacino. Si apre cosi’ il progetto ”Io, Mamet e tu”, promosso da Luca Barbareschi e che in due stagioni portera’ all’Eliseo cinque testi del premio Pulitzer David Mamet. Prima tappa, il nuovissimo ”China Doll – Sotto scacco” scritto per Al Pacino, che debutta in Italia con la regia di Alessandro D’Alatri. In scena, il tema della spietatezza del potere, con un arrogante manager, Mickey Ross, che sta per uscire dal suo ufficio. Recentemente ha acquistato un aeroplano, regalo di matrimonio per la giovane fidanzata. Vuole lasciare tutto per godersi finalmente la vita e per questo ha istruito il suo giovane assistente Carson. Ma proprio quando e’ sull’uscio, decide di prendere un’ultima telefonata. Con Roberto Caccioppoli. Fino al 24 aprile.

MILANO – Maria Paiato e’ Auxilio Lacouture, donna resistente della rivoluzione argentina, ”madre della poesia messicana” ed io narrante dell’opera di Roberto Bolano ”Amuleto” (ed. Adelphi), al Franco Parenti per la regia di Riccardo Massai. Unica scampata all’irruzione dei reparti antisommossa nella facolta’ di Lettere e Filosofia di Citta’ del Messico, il 18 settembre 1968, Auxilio rimase nascosta nel bagno del quarto piano per 12 giorni, rapita dalla lettura di un libro di poesie. Nel testo di Bolano, tra i massimi scrittori latinoamericani del secondo ‘900, la ritroviamo in scena a dialogare con poeti, artisti e intellettuali ma anche madri in attesa di un ritorno, donne in cerca dell’amore ancor prima che di un ideale. Fino al 10 aprile.

TORINO – Uno dei piu’ grandi matematici di tutti i tempi o appassionato poeta dall’animo temerario? Paolo Giordano, fisico prestato alla letteratura sin dal bestseller ”La solitudine dei numeri primi” (Premio Strega e Campiello nel 2008) firma ”Galois”, ritratto dell’inventore dell’omonima teoria oggi alla base dell’algebra astratta, in prima nazionale al Gobetti diretto e interpretato da Fabrizio Falco. Fervente repubblicano, variste Galois (Bourg-la-Reine 1811 – Parigi 1832) divenne celebre anche per un suo brindisi al Re con in mano un coltello, che lo porto’ fino in prigione. Pochi mesi dopo mori’ in un duello, combattuto per salvare l’onore di una donna. Con Francesco Marino. Fino al 17 aprile.

PRATO – Dopo il debutto quest’estate al Teatro Greco di Siracusa e poi al Colosseo a Roma, arriva anche al Fabbricone la ”Medea” con il volto di Valentina Banci che Paolo Magelli dirige dal dramma di Seneca. Una scenografia essenziale, fatta di sale marino, rami secchi e una tenda-padiglione, con Filippo Dini nei panni di Giasone, Daniele Griggio in quelli di Creante e la Nutrice Clara Galante. Fino al 10 aprile.

PARMA – Torbido, passionale e doloroso, tanto bruciante da sfidare il tabu’ dell’incesto. Debutta questa sera al Teatro Due l’amore di ”Fool for love”, testo dell’americano Sam Shepard sulla passione disperata tra due fratelli, ignari di esserlo. Diretti da Fulvio Pepe, protagonisti sono Linda Caridi e Raffaele Esposito nei panni di May ed Eddie. Il padre di entrambi ha traumatizzato le loro infanzie abbandonandoli in continuazione per passare da una donna all’altra. E la dinamica si ripete, con lui che abbandona lei e poi ritorna. Con anche Ivan Zerbinati e Roberto Abbati. Dal 6 al 10 aprile.

VENEZIA – Un uomo, reduce da una guerra senza fine approda nella sua terra. Disorientato, senza piu’ punti di riferimento, con la testa piena di immagini di sangue e orrore, ha bisogno di raccontare cio’ che ha vissuto per trovare il senso di una scelta che non e’ stata sua e che da uomo di pace l’ha trasformato in uomo d’armi. Sebastiano Lo Monaco e’ da questa sera al Goldoni con ”Il mio nome e’ Nessuno, l’Ulisse”, che Valerio Massimo Manfredi ha riscritto dall’Odissea. Con lui Maria Rosaria Carli, Turi Moricca, Carlo Calderone e l’orchestra Sax in Progress dal Conservatorio Perosi di Campobasso. Regia di Alessio Pizzech.
Dal 6 al 10 aprile.

MOSTRE

MILANO – Con videoinstallazioni interattive, ‘ambienti sensibili’, ‘musei di narrazione’ per il cinema, spettacoli teatrali, Studio Azzurro, da 35 anni instancabile laboratorio di sperimentazione tra arte e tecnologie avanzate, e’ al centro di una grande retrospettiva allestita dal 9 aprile al 4 settembre negli spazi di Palazzo Reale. Una vera e propria celebrazione che Milano vuole offrire per lo storico gruppo che dal 1982 a oggi ha sempre rappresentato un imprescindibile punto di riferimento nazionale e internazionale della creazione artistica. Anche per questo, ‘Studio Azzurro. Immagini sensibili’ non vuole essere una semplice mostra, bensi’ trasforma la retrospettiva in un’esperienza poli-sensoriale, un’esposizione costituita dalle suggestive e poetiche installazioni che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea. Dei moltissimi lavori realizzati da Studio Azzurro, a Palazzo Reale e’ dunque presente una parte significativa, tale da fare dell’evento espositivo un’occasione unica e irripetibile per vedere per la prima volta insieme opere che hanno emozionato intere generazioni.
VENEZIA – Le serie di immagini di Helmut Newton piu’ famose sono esposte per la prima volta sulla laguna per una grande mostra ospitata alla Casa dei Tre Oci da domani al 7 agosto. Allestiti 200 scatti, per far scoprire il processo creativo di uno dei piu’ importanti fotografi del ‘900, con una selezione di opere compiuta dall’autore stesso, che volle mescolare le immagini ufficiali con quelle in cui il set diventava il suo luogo di sperimentazione. Intitolata ‘Helmut Newton. Fotografie. White Women – Sleepless Nights – Big Nudes’, la rassegna itinerante presenta una raccolta di immagini di ‘White Women’, ‘Sleepless Nights’ e ‘Big Nudes’, i primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni ’70, e curati dall’artista stesso. Per ‘White Women’ (1976), l’artista aveva aveva scelto 81 immagini, introducendo un elemento spiazzante, assolutamente inedito fino ad allora, vale a dire il nudo e l’erotismo nella fotografia di moda. Anche in ‘Sleepless Nights’ sono ancora le donne, i loro corpi e gli abiti, a fare da protagoniste attraverso 69 fotografie (31 a colori e 38 in bianco e nero), realizzate per diversi magazine (Vogue, tra tutti), mentre in ‘Big Nudes’ i 39 scatti in bianco e nero inaugurano l’uso delle gigantografie che, da quel momento, entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo.
NOVARA – Da Lotto a Caravaggio, da Dosso Dossi a El Greco a Mattia Preti, circa 200 anni di storia dell’arte riletti nel segno della critica di Roberto Longhi e della sua fondamentale riscoperta della ‘pittura della realta”, sono al centro di una grande mostra allestita dal 10 aprile al 24 luglio nel complesso monumentale del Broletto. Un percorso espositivo che riunisce quasi 50 dipinti appartenuti al celebre studioso, che a loro volta sono affiancati a prestiti eccellenti provenienti dai maggiori musei italiani. L’importante rassegna, intitolata ‘Da Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi’, illustra i punti salienti della ricerca condotta, a partire dai primi decenni del ‘900, da Longhi, che ha contribuito in modo determinante alla conoscenza che oggi si ha dell’arte italiana, avendo dedicato la sua vita di studi e la sua passione intellettuale alla riscoperta del filone naturalistico che attraversa l’arte dei secoli passati, mettendo in evidenza, tra gli altri, la figura di Caravaggio, pressoché dimenticato dalla storiografia ottocentesca.

ANSA