Week-end, mostre da Boccioni a Enrico Baj

3 novembre, 2016 nessun commento


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A Rovereto (Trento) i capolavori di Umberto Boccioni per celebrare i cento anni dalla morte del padre del Futurismo, a Legnano (Milano) le tavole irridenti e grottesche di Enrico Baj alle prese con la sua straordinaria ‘Apocalisse’: queste le mostre di maggior rilievo che si aprono nel week end. Che vede anche a Bologna una rassegna dedicata a Hugo Pratt e ai 50 anni dalla creazione di Corto Maltese e a Treviso l’allestimento, tra arte e guerra, di bellissime mappe e antichi atlanti.

ROVERETO (TRENTO) – Nel centenario della morte, anche il Mart di Rovereto celebra il genio di Umberto Boccioni, tra i padri indiscussi del Futurismo, con una grande mostra allestita dal 5 novembre al 17 febbraio. Riunite oltre 150 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie d’epoca, libri, riviste e documenti, che, in dialogo con le collezioni museali, raccontano la storia del maestro, pittore e scultore del dinamismo e dello spazio. Con il titolo ‘Umberto Boccioni, genio e memoria’, l’importante rassegna costituisce un’edizione nuova e inedita anche rispetto a quella di Palazzo Reale e come quella prende le mosse dalle ricerche più recenti condotte sulla base di preziosi e quasi sconosciuti materiali d’archivio, sul rinvenimento di una serie di scritti e documenti nella Biblioteca Civica di Verona, nonche’ sull’eccezionale corpus dei disegni boccioniani del Castello Sforzesco, esposti tutti insieme soltanto una volta, 40 anni fa. Tali materiali sono stati quindi integrati da documentazione proveniente dall’Archivio del ‘900 del Mart, con i progetti della Casa d’Arte Futurista Depero (seconda sede del Mart) e da dipinti e
opere fondamentali nella produzione dell’artista. Tra i capolavori esposti, il ‘Nudo di spalle (Controluce)’, ‘Forze di una strada’, ‘Costruzione spiralica’ e la celeberrima scultura, icona della plastica futurista e riprodotta sulle monete italiane da 20 centesimi di euro, ‘Forme uniche della continuita’ nello spazio’.
LEGNANO (MILANO) – Il ciclo narrativo dell”Apocalisse’, monumentale capolavoro realizzato da Enrico Baj a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, e’ al centro di una grande mostra allestita dal 6 novembre al 26 febbraio negli spazi di Palazzo Leone da Perego e del Museo Maga. Esposte una serie di dipinti a dripping, una grande tela e 150 sagome dipinte su tavola che insieme raccontano la genesi di quella straordinaria vicenda creativa in cui il maestro milanese denunciava senza fare sconti, ma sempre con ironia e gusto del grottesco, i numerosi mali della contemporaneità. Con il titolo ‘Mirabili mostri. L’Apocalisse secondo Baj’, la rassegna presenta le opere più significative al fine di approfondire la ricerca del maestro, partita dal periodo ‘nucleare’ e degli ‘ultracorpi’ e approdata alle suggestioni picassiane e al ciclo su Pinelli. Del resto, Baj, giunto al culmine della sua maturita’ artistica, si dedico’ all’ideazione dell”Apocalisse’ in maniera totale, aggiungendo sagoma a sagoma, personaggio a personaggio, in una giostra di creature maligne e grottesche, un carosello di mostruosità esuberanti, un abisso psichedelico di danze macabre concepite per essere lo specchio di un mondo in degrado, viziato dal benessere a tal punto da non accorgersi del gorgo pronto a inghiottirlo.

BOLOGNA – A 50 anni dalla nascita di Corto Maltese, apparso nel 1967 in ‘Una ballata del mare salato’, apre il 4 novembre al Museo della Storia la mostra dal titolo ‘Hugo Pratt e Corto Maltese – 50 anni di viaggi nel mito’. Esposte oltre 400 opere
tra disegni, acquerelli, chine, riviste e rarità. In mostra anche Anna della Giungla (1959), Ernie Pike del 1961, Sg.t Kirk del 1955, poi tavole e acquerelli di Wheeling e degli Scorpioni del Deserto che conducono nell’Etiopia del 1941-1942. Mostra nella mostra, saranno tutte insieme per la terza volta dalla creazione le 164 tavole originali di ‘Una ballata del mare
salato’.

TREVISO – Tra arte e guerra, bellissime mappe e atlanti, antichi e moderni, provenienti in gran parte dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, sono in mostra dal 6 novembre al 19 febbraio a Treviso, negli spazi di Palazzo Bomben, affiancate a opere contemporanee ispirate al tema. Che e’ quello della grande forza comunicativa e persuasiva delle carte geografiche, non verbale, ma sempre in grado di influenzare l’opinione pubblica contribuendo a generare la conflittualità tra le popolazioni, a costruirla nel tempo. Intitolata ‘La geografia serve a fare la guerra?’, l’esposizione, ideata nell’ambito del centenario della Grande Guerra, non solo si concentra sul periodo storico che va dalla fine dell’800 agli inizi del ‘900, ma parte dall’antichità e arriva all’oggi per raccontare anche un’altra geografia
possibile, non per forza asservita alle logiche militari.

ANSA