Mostre da Picasso a Sassoferrato

6 aprile, 2017 nessun commento


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A Napoli e Pompei i capolavori di Picasso che aprono le celebrazioni del centenario del viaggio in Italia del genio catalano, a Perugia i dipinti di Perugino e del Sassoferrato, di cui torna per la prima volta dal Louvre una magnifica pala: queste le mostre di maggior rilievo che si aprono nel week end. Che vede anche ad Aosta un’esposizione incentrata sull’opera di Segantini e degli artisti della montagna e a Stra (Venezia) l’evoluzione della moda e del costume nazionali.
NAPOLI – POMPEI – Si intitola ‘Picasso e Napoli: Parade’ l’importante iniziativa espositiva che dall’8 aprile al 10 luglio celebra al Museo e Real Bosco di Capodimonte all’Antiquarium degli Scavi di Pompei il centenario del viaggio del genio spagnolo in Italia, compiuto insieme a Jean Cocteau per lavorare (con i Balletti Russi) a Parade, balletto messo in scena a Parigi nel 1917. L’iniziativa permette di sottolineare l’importanza dell’incontro diretto tra Picasso e l’antichita’ pompeiana, ma soprattutto con la cultura tradizionale napoletana, che ne catturo’ l’attenzione per le sue maggiori espressioni: il presepio, il teatro popolare e quello delle marionette. Con Parade, il pittore cubista torna alla sua prima ispirazione legata al mondo del circo, rinnovando inoltre l’interesse per l’arte classica, evocata poi da Cocteau con il suo ‘Richiamo all’ordine’. Capodimonte ospita nella sala da ballo il sipario Parade, la piu’ grande opera di Picasso, una tela di 17 metri di base per 10 di altezza, conservata al Centre Pompidou, ma, per le sue dimensioni, esposta solo in rare occasioni. L’opera e’ accompagnata in mostra da un’ampia selezione di lavori del pittore. L’Antiquarium di Pompei accoglie invece i costumi del balletto disegnati dall’artista. Che, per celebrare la passione di Picasso per la maschera, saranno messi a confronto con una raccolta di oggetti analoghi africani, insieme a una scelta di reperti archeologici dal sito, tra cui un gruppo di maschere teatrali, per la maggior parte inedite.
PERUGIA – Dopo piu’ di due secoli torna in citta’ ‘L’Immacolata Concezione’, capolavoro di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, trasferito al Louvre dai commissari imperiali di Napoleone. L’occasione e’ la mostra dedicata al pittore marchigiano e allestita dal 7 aprile all’1 ottobre negli spazi del complesso benedettino di San Pietro, che proporra’ il confronto con l’opera di Perugino e Raffaello, cui il Salvi molto si ispiro’. Intitolata ‘Sassoferrato dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita’, la rassegna presenta una quarantina di dipinti, e non solo del Sassoferrato, provenienti da varie raccolte pubbliche e private, tra cui figurano quelle (ben 17) eseguite per il complesso benedettino di San Pietro. Tra i capolavori di Perugino ecco le cinque tavolette della predella di un grandioso polittico e il bellissimo ‘Cristo in pieta”, capaci di testimoniarne l’enorme influsso anche durante il ‘600. Pari interesse Sassoferrato lo riservo’ alle opere umbre di Raffaello. In mostra sono a confronto due copie della ‘Deposizione’ Borghese del genio urbinate, la prima di Orazio Alfani, la seconda del Cavalier d’Arpino con la bella versione dipinta da Sassoferrato.
AOSTA – Dall’8 aprile al 24 settembre il Museo Archeologico Regionale ospita la mostra ‘Giovanni Segantini e i pittori della montagna’. L’importante rassegna propone un selezionato percorso che ha come fulcro l’esperienza pittorica di Segantini, tra i massimi esponenti del divisionismo italiano, che ha eletto la montagna a proprio soggetto principe, interpretandola in modo personale e innovativo, sia in termini di stile sia di poetica. Accanto alle sue opere, scelte attingendo agli anni giovanili trascorsi in Brianza, compaiono piu’ di 50 artisti, tra cui Longoni, Fornara, Pellizza da Volpedo, sino a Depero.
STRA (VENEZIA) – Non solo gli sfarzi dell’alta moda, ma anche l’evoluzione, nell’arco di un secolo, del modo di vestire degli italiani: a raccontarlo la grande mostra allestita dall’8 aprile all’1 novembre negli spazi del Museo Nazionale di Villa Pisani. Esposte 300 fotografie originali, attraverso le quali e’ possibile ripercorrere la storia dell’abbigliamento, il modo di vestirsi e di acconciarsi, in sintonia con l’immaginario e con lo sviluppo civile e sociale d’Italia. Con il titolo ‘Gli Italiani e la moda. 1860-1960′, l’importante rassegna e’ un viaggio nel tempo per ritrovare il volto antico, e poi sempre piu’ moderno, che si insinua nelle singole storie famigliari, personali e sociali, a testimoniare dei modi, non solo estetici ma morali e civili, con cui il vivere quotidiano affronto’ ben due guerre mondiali e una dittatura fino al sorgere della
Repubblica.

ANSA