Mostre, dagli Amori Divini a Paolo Ritter

8 giugno, 2017 nessun commento


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A Napoli i preziosi e antichi reperti che raccontano i miti greci da Danae a Ermafrodito, a Sondrio la pittura materica e potente di Bruno Ritter sono le mostre piu’ significative che si aprono nel week end. Che vede anche a Sansepolcro, tra i capolavori di Piero della Francesca e di Leonardo, le celebrazioni del grande letterato cinquecentesco Luca Pacioli.


NAPOLI – Da oggi al 16 ottobre il Museo Archeologico Nazionale ospita la grande mostra dal titolo ‘Amori Divini’, che propone un percorso nel mito greco e nella sua fortuna attraverso storie unite tra loro dai temi della seduzione e della trasformazione. Traendo ispirazione dal vastissimo repertorio pompeiano, attraverso 80 opere la mostra racconta i miti amorosi accomunati da un episodio fondamentale: almeno uno dei protagonisti, uomo o dio, muta forma trasformandosi in animale, in pianta, in un oggetto o in fenomeno atmosferico. Narrazioni che sono diventate parte dell’immaginario collettivo spaziando dalla letteratura e dall’arte greca, e che prendono le mosse dal poema delle ‘forme in mutamento’ di Ovidio per arrivare alle piu’ contemporanee interpretazioni della psicologia, i miti di Danae, Leda, Dafne, Narciso, fino al racconto straordinariamente complesso di Ermafrodito.
SONDRIO – Negli spazi della Galleria Credito Valtellinese e di Palazzo Sassi de’ Lavizzari e’ allestita dal 9 giugno al 15 settembre la rassegna dedicata all’opera di Bruno Ritter, l’artista svizzero che conosce bene la montagna e i suoi abitanti. Influenzato da maestri quali Segantini, Giacometti, Carra’, Morlotti o Vedova, ma anche Otto Dix, Fuchs e Beckmann, la sua pittura esprime un universo di solitudini e di melma, di spazi asfittici tradotti in pennellate materiche, quasi di sostanza geologica, in cui formati di vertiginosa verticalita’ bloccano il movimento delle figure, le sigillano in silenzi che non possono essere scalfiti, impediscono al gesto, al segno di dispiegarsi in una sua fluidita’ di ritmo e lo costringono talvolta in uno spezzato ossessivo. La mostra presenta circa 60 opere significative dell’intera produzione di Ritter, dagli autoritratti severi ai paesaggi, agli interni, dalle rocce sagge alla lotta e all’insonnia fino al tema dei dei rematori, attualissimo e arcaico al tempo stesso.
SANSEPOLCRO (AREZZO) -Prosegue la stagione espositiva del Museo Civico con l’importante esposizione dal titolo ‘Luca Pacioli. Tra Piero della Francesca e Leonardo’, allestita dal 10 giugno al 24 settembre. In occasione del V centenario della morte del grande letterato, matematico, filosofo toscano, la rassegna si propone di esplorare i rapporti e le relazioni tra lo stesso Pacioli e i pittori dell’epoca, indagando quei 25 anni cruciali per la transizione all’epoca moderna che vanno dal 12 ottobre 1492, anno della scomparsa di Piero e della scoperta dell’America al 1517, avvio della Riforma Protestante e data della scomparsa di Pacioli. Accanto agli scritti del letterato si possono ammirare opere come lo ‘Studio per la testa di Leda’ di Leonardo da Vinci, incisioni di Durer, la ‘Madonna con il Bambino’ del Giampietrino, tarsie con solidi geometrici, eseguite su indicazioni di Pacioli e i capolavori del Museo di Sansepolcro, dal ‘San Giuliano’ di Piero della Francesca al ‘Martirio di san Quintino’ di Jacopo Pontormo.

ANSA