Al Globe di Roma Mercante di Venezia versione ‘800

31 agosto, 2017 nessun commento


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“Considero il mondo per quel che è, Graziano, un palcoscenico sul quale ciascuno recita la propria parte”.

Trasferita dalla Venezia del 500 a una Venezia virtuale vestita da Bell’Epoque, la commedia dark di William Shakespeare intitolata ad Antonio, Mercante di Venezia, e resa immortale dal personaggio di Shylock riafferma sul palcoscenico del Globe Theatre di Roma la sua universalità senza tempo.

Adattato da Loredana Scaramella, che ne è anche regista, e accompagnato dalla musica del Trio William Kemp, il ‘Mercante’ conserva intatti – complice la cornice ‘classica’ della struttura elisabettiana di Villa Borghese diretta da Gigi Proietti e la sua atmosfera magica – ritmo, grazia e leggerezza del tocco nello scandagliare l’animo umano. Il denaro che muove il mondo, l’odio che lo agita, l’amore nelle sue diverse sfaccettature, anche quello profondo e ambiguo tra Antonio e Bassanio: la doppia trama shakespiriana, tra l’austera Venezia e la gaia Belmonte, racchiude per intero l’animo umano in un gioco continuo di intrecci e di coppie. Spiccano la figura dura e spigolosa di Shylock, usuraio ebreo disprezzato dalla compagnia veneziana perfino troppo spensierata, al quale Carlo Ragone dona la luce di una lama affilata ed umanissima; l’astuzia a tratti civettuola di Porzia, autentica padrona della scena col suo amore e il suo inganno finale, nei cui panni Sara Putignano si cala con estrema naturalezza; e infine il servo Lancillotto, Federico Tolardo, vero e proprio folletto elisabettiano, pronto a usare fisicità e disincanto per riportare al sorriso i picchi di tragedia nella trama.

Al candore della luna romana, fino al 10 settembre il ‘Mercante’ ferma il tempo del palcoscenico-mondo come fosse la Londra di cinquecento anni fa.

ANSA