La Turchia presente alla XX ed. della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

25 ottobre, 2017 nessun commento


Share

L’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia partecipa, come ogni anno, alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum che si terrà da giovedì 26 a domenica 29 ottobre 2017. Un’edizione speciale per la Borsa, che compie 20 anni di attività, e un’edizione speciale anche per l’Ente, che sarà accompagnato, in questa sua partecipazione, dalla Camera di Commercio di Izmir. Alle ore 11.30 di venerdì 27 ottobre, presso la Sala Velia, si terrà infatti una conferenza dal titolo “Historical background of ancient Smyrna” che vedrà l’intervento del Prof. Cumhur Tanriver della Ege University (Izmir) e del Prof. Akin Ersoy della Dokuz Eylül University (Izmir).

La Turchia ha un patrimonio culturale estremamente ricco, riconosciuto a livello mondiale e premiato con l’iscrizione di molti siti nella Lista Unesco (ultimo inserimento di luglio 2017, lo straordinario sito archeologico di Artemisia). Forse nessun altro Paese ha visto così tante civiltà avvicendarsi sullo stesso territorio. L’Anatolia, grazie alla sua posizione strategica, è stata per millenni un crocevia per i popoli, le culture e le religioni. Popolazioni di origini diverse giunsero qui a ondate e si mescolarono con le popolazioni già stanziate, creando ogni volta una nuova sintesi. Tra il 2.000 a.C. e il 1.500 d.C. questa regione fu al centro della Storia, come testimoniano oggi le rovine e i monumenti che rendono questo territorio un “unicum” da un punto di vista archeologico e artistico.

Aphrodisias: Tetrapylon

Non vi è una regione della Turchia che non offra almeno un sito archeologico di grande importanza e di grande richiamo turistico. Nella Regione dell’Egeo, ad esempio, si trovano le ben note Efeso e Pergamo (Izmir), Afrodisia, Priene, Didima e Mileto (Aydin), Hierapolis e Laodicea (Denizli), Sardi e Tyatira (Manisa); nella Regione del Mar Mediterraneo ci sono invece Aspendos, Myra, Olympos, Xanthos e Letoon, Patara, Perge, Termessos (Antalya), Sagalassos (Burdur), Antiochia di Pisidia (Isparta) ed Elaiussa Sebaste (Mersin); nella Regione del Mar di Marmara, oltre alla città di Istanbul, si trova Troia (Çanakkale); a nord, nella Regione del Mar Nero c’è Hattusha (Çorum) mentre in Anatolia Centrale ci sono Gordio (Ankara), Çatalhöyük (Konya) e l’intera area della Cappadocia; in Anatolia Orientale si trovano Ani (Kars) e Arslantepe (Malatya); infine, in Anatolia Sud-Orientale, ci sono il Monte Nemrut (Adiyaman), Zeugma (Gaziantep) e Göbeklitepe (Şanliurfa). Ma si tratta di una lista solo indicativa, dato che i siti sono molto più numerosi.

Tutti questi luoghi, grazie ad una gestione lungimirante del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia e all’impegno delle missioni archeologiche che ci lavorano (sia turche sia straniere, tra cui anche numerose missioni italiane), sono aperti al pubblico. E quasi ovunque si continua a scavare per portare alla luce nuove aree, nuovi monumenti, nuovi manufatti. Ma non solo, molto si sta facendo anche per riportare in Turchia reperti sottratti illegalmente dal Paese, grazie ad accordi bilaterali e transnazionali. Una storia che continua ad essere scoperta e riscoperta, giorno per giorno.