Mostre da Van Gogh alle celebrazioni del ’68

5 ottobre, 2017 nessun commento


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A Vicenza i capolavori di Van Gogh, in una selezione capace di documentare il processo creativo del Genio, a Roma le atmosfere e suggestioni del 1968, a 50 anni dal fatidico anno delle ribellioni e della speranza: queste le mostre di maggior rilievo che si aprono nel week end.Che vede anche, a Firenze, la prima rassegna europea dedicata al Rinascimento giapponese.

VICENZA – La nascita e la formazione del genio di Van Gogh attraverso 43 meravigliosi dipinti e 86 straordinari disegni: e’ la grande mostra allestita dal 7 ottobre all’8 aprile negli spazi della Basilica Palladiana. In primo piano, un focus mai fatto prima d’ora dei cinque anni di permanenza in Olanda, quando il dolore e la disperazione del vivere diventano per l’artista le uniche modalita’ dell’esistenza, da cui pero’ scaturiranno le sue immagini, le sue visioni, il suo colore. Con il titolo ‘Van Gogh. Tra il grano e il cielo’, l’importante esposizione punta a fare entrare nel laboratorio dell’anima di Van Gogh, in quel luogo segreto, solo a lui noto, nel quale si sono formate le sue immagini. Un percorso ricco di suggestioni, dai bellissimi disegni degli esordi ai quadri piu’ conosciuti del periodo parigino e di quello provenzale, tra Arles e Saint-Remy, e dei 70 giorni conclusivi della sua vita a Auvers-sur-Oise, dove morira’ alla fine di luglio del 1890.

ROMA – Una fiammata, un’esplosione deflagrante, che pero’ ha un prima e un dopo, anzi e’ un invito perenne a ricominciare: e’ il 1968 che rivive alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna in una grande mostra allestita da oggi al 14 gennaio. Esposte circa 80 opere provenienti da raccolte pubbliche e private, fondazioni e gallerie, realizzate da artisti come Kounellis, Schifano, Pistoletto, Merz, Boetti, Ontani, Fabro, attraverso le quali e’ possibile ricostruire le atmosfere di un momento, che forse piu’ che di rottura, e’ stato di passaggio.’E’ solo l’inizio. 1968′ da di fatto il via alle celebrazioni per il cinquantenario di quell’anno che e’ stato in grado di condensare, da solo, il vento di ribellione e speranza rivoluzionaria che gia’ soffiava ovunque. Una rivolta che non lascio’ indenne il mondo dell’arte, da alcuni anni al centro di trasformazioni e sollecitazioni.

FIRENZE – Si apre oggi (e fino al 7 gennaio) agli Uffizi una grande mostra, la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese tra ‘500 e ‘600, in particolare paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, prestito eccezionale delle maggiori istituzioni nipponiche, ma anche delicatissime opere su carta. Nel complesso la mostra fiorentina allestisce una selezione di 39 grandi pitture di paesaggio e natura, molte delle quali difficili da vedere persino in Giappone. Con questa rassegna si mette in scena il periodo d’oro della produzione artistica giapponese, in cui emergono ideali estetici tra loro opposti, e ancora oggi riconoscibili nel paese: la pittura monocroma ed evocativa, legata alla filosofia Zen e alla Cina e quella piu’ squisitamente giapponese, con fondi oro su cui si stagliano delicati elementi naturali.