Tra le mostre in tutta Italia, Monet arriva a Roma

19 ottobre, 2017 nessun commento


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A Roma i capolavori di Claude Monet, quelli che il celebrato padre dell’Impressionismo amava di piu’, eccezionalmente concessi in prestito dal Muse’e Marmottan Monet di Parigi, a Milano i dipinti, le affiche, le litografie di Toulouse-Lautrec, l’artista bohemien per antonomasia, che non ha mai aderito a nessuna scuola: queste sono le mostre di maggior rilievo che si aprono nel week end. Che vede anche, sempre nella capitale, una straordinaria rassegna incentrata sulle bizzarrie e sui misteri dell’Arcimboldo.

ROMA – Si intitola ‘Monet. Capolavori dal Muse’e Marmottan’ la grande mostra dedicata al celebrato padre dell’Impressionismo e allestita da domani all’11 febbraio negli spazi del Complesso del Vittoriano. Esposte circa 60 opere, le piu’ care all’artista e che lo stesso Monet conservava nella sua ultima, amatissima dimora di Giverny: prestiti eccezionali tutti provenienti dal Muse’e Marmottan Monet di Parigi, che raccoglie il nucleo piu’ importante e numeroso delle sue opere, grazie alle donazioni dei collezionisti e del figlio Michel. Si potranno ammirare l’inquietante modernita’ dei salici piangenti, del viale delle rose e del ponticello giapponese, ma anche le monumentali ninfee e glicini, i colori evanescenti e sfumati, la campagna francese e la natura in ogni sua fase: tra i capolavori in mostra ci saranno infatti ‘Ritratto di Michel Monet neonato’ (1878-79), ‘Ninfee’ (1916-1919), ‘Le Rose'(1925-1926), ‘Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi’ (1905).

MILANO – Fino al 28 febbraio, Palazzo Reale ospita la grande monografica dal titolo ‘Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec’, artista bohemien, che non si e’ mai legato a nessuna scuola. Esposte oltre 200 opere, di cui ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e affiche, provenienti dal Muse’e Toulouse-Lautrec di Albi e dalle maggiori raccolte internazionali, pubbliche e private. Il percorso e’ articolato in sezioni tematiche, per illustrare il fascino e l’importanza artistica del pittore che seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento. L’evoluzione stilistica dell’autore, di origine aristocratica, ma testimone della Parigi dei bassifondi, viene delineata in tutte le sue fasi, dalla pittura alla grafica, con particolare riguardo per la profonda conoscenza delle stampe giapponesi e la passione per la fotografia.

ROMA – Artista del mistero, seguace di Leonardo e anche poeta e filosofo, autore di celeberrime ‘teste composte’ di frutti, fiori, dei piu’ strani ortaggi, Giuseppe Arcimboldi, meglio conosciuto come l’Arcimboldo, arriva per la prima volta nella capitale per una grande mostra allestita dal 20 ottobre all’11 febbraio negli spazi delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini. Esposte opere capitali del maestro cinquecentesco, prestiti eccezionali delle maggiori collezioni internazionali, che raramente li concedono a mostre temporanee per la loro rarita’ e delicatezza. Nel percorso espositivo non mancheranno infatti le opere piu’ note e importanti, dalle Stagioni agli Elementi, dal Bibliotecario al Giurista, da Priapo (Ortolano) al Cuoco, i ritratti, nonche’ i preziosissimi disegni acquerellati di giostre e fontane, in dialogo con dipinti e copie arcimboldesche. Saranno inoltre allestiti bizzarri oggetti delle famosissime wunderkammer imperiali, delle botteghe numismatiche e di arti applicate milanesi e non solo, fino a disegni di erbari, frutta, animali.

ANSA