Il mirto, questo sconosciuto

14 settembre, 2013 nessun commento


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Cantava Venditti: “è il profumo del mirto, che confonde il tuo corpo”. Ora, musica a parte, l’aroma del mirto è davvero inconfondibile e fa subito estate. Tipica della macchia mediterranea, questa pianta ricorda le nostre origini e parla di spiagge scoscese e baciate dal sole, giusto a ridosso del mare. Diffusa in Sardegna è caratterizzata da delicati fiori bianchi e da frutti di color nero-azzurro.

Dal mirto si ricavano condimenti, liquori, olio e miele. In particolare, nella tradizione gastronomica sarda, è un’importante condimento per aromatizzare alcune carni: i rametti sono tradizionalmente usati per il porchetto arrosto, il pollame e il bollito. Tuttavia, l’uso del mirto come aroma per le carni non è comunque una prerogativa esclusiva dei sardi e sono riportati numerosi esempi anche per altre cucine regionali e nella gastronomia spagnola.

Nell’isola sarda, in autunno gli ambulanti vendono le bacche dalle tinte dell’indaco pronte per essere messe in macerazione per la preparazione casalinga del liquore. Questo prodotto è ormai diventato il digestivo per eccellenza offerto, spesso in omaggio, nei ristoranti al termine del pasto. Infine, i rametti di mirto sono frequentissimi come ornamento nei banchi delle macellerie e delle rosticcerie.

Negli ultimi anni, la sua popolarità ha ispirato la ricerca di nuove utilizzazioni in campo alimentare, come il tè freddo e il gelato al gusto di mirto.

Infine, per il suo contenuto di olio essenziale (mirtolo, contenente mirtenolo e geraniolo e altri principi attivi minori), tannini e resine, è anche un interessante arbusto dalle proprietà aromatiche e officinali. Al mirto sono attribuite qualità balsamiche, antiinfiammatorie, astringenti e leggermente antisettiche, pertanto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico per la cura del sistema digerente e respiratorio.

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