La ninnananna del tè: Azzorre

4 dicembre, 2013 nessun commento


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Sui pendii di São Miguel, nelle Azzorre, il vapore aleggia sui cespugli di tè. Dai filari ordinati si intravedono donne con lunghi grembiuli che raccolgono, rigorosamente a mano, le foglie di tè. Riesco a sentire le loro voci da più di cento metri di distanza. Stanno cantando. Non le solite canzoncine da doccia, ma canti melodici, perfetti per il loro duro lavoro.

“Cos’è, un inno Portoghese?” chiedo alla mia guida.

“Canti popolari”, risponde, “tramandate di generazione in genera- zione. Molti isolani, credono sia il motivo per il quale il tè delle Azzorre è così robusto: i cespugli assorbono ogni canto e rispondono con foglie rigogliose piene di sapore.”

Questo è l’unico posto in Europa dove si raccoglie il tè: il terreno e il clima sono simili alle regioni dell’Asia in cui cresce. Ma i canti, apparentemente, fanno la differenza.

Più tardi, in un piccolo bar, sorseggio un orange pekoe, ovvero un particolare tè nero. Il sapore sembra più esotico di quello che ho nella mia credenza. Immagino che l’atmosfera che respiro faccia anche la sua parte. Ma poi, uno dei lavoratori passa di fianco al mio tavolo, canticchiando. Guardo nella mia tazza di tè. Starà forse ascoltando?  – Debra Bokur

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