Il tea d’Europa è made in Portugal

17 luglio, 2014 nessun commento


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Se pensiamo al tea europeo ci viene subito in mente quello inglese, caratteristico e tradizionale negli usi e costumi made in England.

Ma in realtà, l’unica piantagione in Europa non si trova in Inghilterra ma bensì alle isole Azzorre, in Portogallo. Stupiti? Eh già, lo sono anche io. E’ anche il suo bizzarro nome a renderlo speciale…si chiama Chà! Prendiamoci una pausa e partiamo alla scoperta del purissimo tea delle Azzorre.

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Ci troviamo sull’isola di Sao Miguel e da Ponta Delgada  (la capitale) ci vuole poco più di mezz’ora di viaggio per raggiungere le Piantagioni Gorreana…o meglio di Chà, le uniche in Europa. Uno stabilimento attivo dal 1883 che ha tramandato la sua attività di generazione in generazione e dove sono prodotti quattro tipi di tea: tre di nero e una di verde.

Lungo la strada è facile distrarsi: dagli spettacolari miradouros (i punti panoramici) alle folte mandrie di mucche, le quali sono abbastanza irrequiete e ci degnano di pochissimi sguardi…Molti i tentativi da parte nostra per richiamare la loro attenzione… Ma questi particolari ve li risparmio!

Passeggiamo tra le piantagioni, un labirinto “scolpito” nel verde, una serie di linee che sfumano dal verde chiaro a quello più scuro. Scopriamo che dalla tonalità di verde dipende anche il tipo di tea. La prima foglia, la più giovane e tenera, è di colore chiaro e si chiama Orange Pekoe dalla quale ne deriva un tea leggero e aromatico; la seconda foglia è la Pekoe che ha un sapore pieno e meno aromatico; dalla terza foglia invece si ha un tea dal un gusto più intenso, il Broken. Queste sono le tre tipologie di tea nero che si ottiene attraverso la tritura delle foglie e poi il naturale processo di ossidazione, fermentazione e lavaggio.Le tre classificazioni si acquisiscono triturando delicatamente le foglie essiccate, mentre l’Hysson, il tea verde, si ottiene attraverso una “delicata” lavorazione a vapore e altre antiche metodologie.

Dopo aver seguito le varie fasi, arriva il momento fondamentale: la degustazione. Li assaggiamo tutti e 4… e ci divertiamo a cogliere le diverse sfumature che li distinguono. Abbiamo provato a fare anche la prova “bendati” … Vi chiederete se siamo dei veri intenditori? Si, perchè il nostro è stato un divertimento da veri intenditori!

 

Silvia Brugnara