Il cocktail dell’aperitivo: come preparare un perfetto White Lady

22 giugno, 2015 nessun commento


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Esistono cocktail capaci, in un attimo, di farci sentire in vacanza e con la mente sgombera dai pensieri quotidiani. Il White Lady è uno di questi: rinfrescante, perfetto per essere sorseggiato in spiaggia – o all’ombra di una bel patio tropicale – si prepara in pochi step. Prima, però, un po’ di storia. Come per tutti i cocktail più famosi sono diversi i paesi che ne rivendicano la “paternità”. La Francia vuole che sia stato creato in onore all’opera “La Dame invisible” di François-Adrien Boieldieu; per gli Stati Uniti, invece, il White Lady fu dedicato ad Ella Fitzgerald che, con uno splendido abito bianco, intonava le note di “sofisticated lady”.

Dedichiamoci ora alla semplice preparazione di questo gustoso mix a base di Gin, Cointreau e succo di limone. Per dosare questi tre elementi (ed ottenere un ottimo risultato) riempite lo shaker con un 50% di Gin, un 30% di Cointreau e un 20% di succo di limone. Aggiungete al contenuto alcuni cubetti di ghiaccio e agitate bene. Nota importante: il White Lady va servito nelle classiche coppette da cocktail senza alcuna decorazione.

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Si tratta infatti di cocktail semplice ma che si basa su ingredienti “forti” nel mondo degli spiriti. Il gin, componente principale della “signora in bianco”, è un distillato chiaro, tipicamente incolore, prodotto dalla distillazione di alcol ottenuto da grano, frumento ed orzo in cui vengono messe a macerare bacche di ginepro. Venne elaborato per la prima volta in Olanda verso la metà del 1600 ad opera di un medico dell’università di Leyden, Francisco Della Boe, meglio noto come Franciscus Sylvius, il cui intento era quello di trovare un rimedio per curare i soldati olandesi che si ammalavano di febbre nelle Indie Orientali.

Dall’Olanda il gin si diffuse sempre più in Inghilterra, la quale raggiunse l’apice della produzione allorché Guglielmo III di Orange nel 1690 vietò l’importazione di distillati stranieri, primo fra tutti il cognac degli acerrimi nemici francesi, favorendo così l’utilizzo delle eccedenze di cereali per la produzione di alcol da destinare alle distillerie di gin. La produzione divenne così importante che addirittura si arrivò ad utilizzare tale bevanda come parte del salario da destinare agli operai; le conseguenze, tuttavia, furono gravi soprattutto dal punto di vista sociale per l’aumento del tasso di alcolismo nella popolazione più povera con significative ripercussioni di ordine pubblico e sicurezza. Successivamente, il governo inglese tentò di porre un freno con il Gin Acts ma con esiti piuttosto scarsi.

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Altro protagonista alcolico del White Lady è il Cointreau, un liquore dolce prodotto a Saint-Barthélemy-d’Anjou in Francia vicino alla città di Angers dalla azienda Rémy Cointreau. È un liquore dall’aspetto perfettamente trasparente con riflessi opalescenti, dal profumo intenso di arancia e con gradazione alcolica pari a 40%. Viene usato come aperitivo e come digestivo e si degusta sia puro che con ghiaccio in varie preparazioni. Solitamente, viene servito anche caldo sotto forma di grog o punch allungato con acqua calda e scorzette d’arancio.

Con questi tre assi nella manica non è difficile immaginare il successo del White Lady che, nella sua composizione, si distingue grazie a protagonisti d’eccellenza. Pronti, allora, a sollevar in alto i calici per inaugurare l’arrivo dell’estate?

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