Tequila sunrise: l’alba di una leggenda

2 agosto, 2015 nessun commento


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Avete mai sorseggiato una leggenda? Ha il colore del sole che sorge e porta con sé la freschezza del mattino.
“It’s another tequila sunrise / Starin’ slowly ‘cross the sky” – è un’altra alba di tequila che si mescola lentamente nel cielo – cantavano gli Eagles nel 1973, proprio riferendosi a questo esotico e dissetante cocktail (un’altra canzone, più recentemente, gli è stata dedicata anche dai Cypress Hill). Persino il cinema non è rimasto indifferente al suo fascino: Tequila Sunrise (in italia è andato in programmazione come “Tequila Connection”) è il titolo di un avvincente thriller del 1988, interpretato da Mel Gibson, Michelle Pfeiffer e Kurt Russel.
Insomma stiamo parlando di una vera e propria icona del buon bere, di un qualcosa che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo.

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Le origini del Tequila Sunrise sono incerte. Una leggenda metropolitana ci racconta la storia di un barman di San Francisco che era rimasto a bere e a gozzovigliare con gli amici fino all’alba nel locale dove lavorava. Al mattino, all’arrivo del titolare, non sapendo come giustificare il suo comportamento, si inventò la scusa di aver lavorato tutta la notte per inventare un nuovo, eccezionale drink: messo alla prova, lo avrebbe creato in pochi minuti, seguendo la sua ispirazione del momento, e, a sorpresa, convincendo il suo datore di lavoro sia per l’estetica che per il gusto, ricevendo in premio addirittura una promozione e un aumento di stipendio.
Un’altra leggenda vuole, invece, che il Tequila Sunrise sia nato fra il 1930 e il 1940 per merito di un certo Gene Sulit, un barman che lavorava per l’Arizona Biltmore Resort & SPA di Phoenix (Arizona), per accontentare un cliente, amante della tequila, che voleva qualcosa di rinfrescante da bere a bordo piscina.
La ricetta originale prevedeva soda water e lime – al posto del succo d’arancia che viene usato oggi – e “crème de cassis” al posto della granatina.

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Ricetta contemporanea del Tequila Sunrise – composizione e preparazione:

3/10 di tequila
6/10 di succo di arancia
1/10 di sciroppo di granatina

Preparare il tutto direttamente nel bicchiere (che deve essere un Highball) .
Prima mettere il ghiaccio e poi versare nell’ordine: la tequila, il succo d’arancia e infine lo sciroppo di granatina. Decorare con una fetta d’arancia e una ciliegina.
Ed ecco pronto il long drink che accoglie, immancabile, tutti i turisti che arrivano a Cancun e ad Acapulco o in altre splendide località turistiche dei Caraibi. Un piacevole rito di benvenuto che diventa, in pochi giorni dal primo assaggio, abitudine a cui è difficile rinunciare.
E così, all’ombra delle palme o sotto l’ombrellone, ci lasciamo affascinare dal suo caratteristico aspetto che passa dall’arancione scuro della granatina sul fondo del bicchiere a quello chiaro del succo di arancia.
Gli stessi colori dell’alba che gli ha regalato il nome.

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