Zaka: la scoperta del colore

24 dicembre, 2012 nessun commento


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A torso nudo e a piedi nudi, con una cascata di boccoli di seta che gli oltrepassano le spalle e un Piton madido di sudore al suo fianco, l’artista Simon Gajadhar (conosciuto come Zaka “perché nessuno riesce assolutamente a dire il mio nome”) dà le pennellate finali a una delle sue maschere. Centinaia di pezzi finiti abbelliscono le pareti del suo studio di Soufriere, a St. Lucia, con le loro caleidoscopiche forme allungate che variano da solo 30 cm alla sfacciata lunghezza di 1,5 metri.

Nato e cresciuto a Londra, Inghilterra, Gajadhar venne sull’isola 18 anni fa per far visita a suo padre di St. Lucia. “Ma stracciai il biglietto, bruciai la giacca e non potei più tornare”, dice l’ex carpentiere e falegname, che presto iniziò a cimentarsi con l’intagliatura del legno adottando il nome del dio haitiano della terra, degli alberi e dei campi. Oltre 14 anni più tardi, le sue maschere e totem dai colori brillanti, realizzati con legni riciclati e pali del telefono non più utilizzati, possono essere trovate nei negozi di tutta l’isola. E Gajadhar è così conosciuto che la posta recante il semplice indirizzo “Zaka, St. Lucia” gli viene recapitata. Visitando la sua bottega, all’ombra del Petit Piton, gli acquirenti possono guardare come la piccola squadra di artigiani di Gajadhar trasforma il legno grezzo, che viene intagliato, trattato per resistere agli insetti, verniciato e dipinto con vernici acriliche. Nella minuscola casetta di pan di zenzero, le pareti imbiancate a calce sono punteggiate da oggetti tentatori da colori simil-caramella, dove ogni pezzo evoca le tonalità brillanti dell’isola. E proprio come le caramelle, è difficile sceglierne solo una.

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