Il marzo di Valencia, un mese speciale

27 febbraio, 2018 nessun commento


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Marzo è “il” mese di Valencia, quello in cui la terza città della Spagna anima il calendario di eventi più denso e partecipato dell’anno.

A prendersi la porzione maggiore della scena sono i tanti appuntamenti del Festival de las Fallas, patrimonio culturale immateriale dell’Umanità: inizia giovedì e va avanti fino a lunedì 19 marzo, col clou nel weekend che precede quella giornata. Si onora san Giuseppe e si celebra l’uscita dai mesi più freddi e bui in una particolare versione di sincretisimo, miscelando il sacro delle liturgie, il folk, la creatività. E, soprattutto, l’arco intero delle gradazioni del pop: popolare, popolano (e tutto quello che c’è in mezzo).

Raccolte le ceneri dell’ultimo falò, si entra subito dopo nel vivo della Pasqua con la Semana Santa Marinera dal 22 marzo al 1 aprile, una celebrazione che si concentra nei quartieri Grau, Canyamelar e Cabanyal. Tocca poi al Mondiale della Mezza Maratona (sabato 24 marzo) – competizione che si tiene ogni due anni (Valencia raccoglie il testimone da Cardiff) – chiudere, si fa per dire, il cartellone di segnalazioni più importanti.

 

Sono tuttavia parecchie le cosa da segnare in agenda ché proprio in queste settimane che precedono la primavera la città si ritrova, rivitalizzata dopo il torpore invernale. E omaggia il clichè della movida spagnola – anzi, valenciana – che tira a far tardi tutte le sere.

Cosa fare di giorno, energie e tempo libero permettendo? Un salto al Bioparc di Valencia – compie dieci anni ma non li dimostra, continua a proporsi come un bignami d’Africa dal vivo, curato e rigoroso – e la mostra “Mirò, Orden y desorden” negli spazi dell’Istituto Valenciano di Arte Moderna (fino a metà giugno): oltre cento opere da quindici musei e istituzioni, una gustosa antologia per l’artista di cui ricorrono i centoventicinque anni dalla nascita