Gli splendidi palazzi di San Pietroburgo

27 maggio, 2015 nessun commento


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Con i suoi cinque milioni di abitanti San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e uno dei poli artistici e culturali più importanti d’Europa. Distante solo poche ore di volo dall’Italia la città russa si sta affermando come una delle mete turistiche preferite grazie ad un’infinità di cose da vedere ed ad un fascino nordico e regale che resiste nel tempo. Nel 1990 tutto il centro storico di San Pietroburgo è stato incluso nella lista dell’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità. Tra palazzi nobiliari unici al mondo e chiese favolose, il centro storico di San Pietroburgo non ha mai rinunciato ad essere anche un quartiere vivace, dove i pietroburghesi vivono la propria quotidianità facendo finta di non notare le fiumane di visitatori che si muovono incessantemente spostandosi da un angolo all’altro della città.

Quello che fa di San Pietroburgo una città dal sapore decisamente regale è la consapevolezza che questo fu uno dei luoghi prediletti dagli Zar e dall’aristocrazia russa. Ne sono la testimonianza alcuni tra i più sfarzosi e affascinanti palazzi nobiliari d’Europa, che oggi punteggiano la mappa cittadina e affascinano il turista. Un tour ideale per chi avesse scelto la Russia e il Baltico come meta per una luna di miele indimenticabile, dove sentirsi davvero degli Zar non sarà solo una fantasia!

 

Il Palazzo di Caterina si trova nella vasta tenuta che, all’omonima zarina, fu donata da Pietro I in persona nel 1710. E’ uno dei musei più visitati dopo l’Ermitage ed è famoso in tutto il mondo per la sua Camera d’Ambra e per l’Infilata delle Sale di Gala, la cosiddetta “Infilata d’Oro”, entrambe eseguite dall’architetto italiano Francesco Bartolomeo Rastrelli. Si resta facilmente incantati dal magnifico giardino italiano, dal parco inglese con relativi padiglioni, dal laghetto artificiale con le statue e i ponticelli. Il tutto forma, in unione con il Palazzo di Caterina stesso, il pittoresco complesso museale che, a suo tempo, fu la tenuta estiva degli imperatori russi.

 

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A circa 29 chilometri di distanza ad ovest di San Pietroburgo sorge la cittadina di Peterhof, famosa in tutto il mondo per la presenza di una delle regge più strabilianti dell’intero continente. Petrodvorets fu il centro della vita ufficiale dell’Impero Russo durante l’estate, qui si tenevano le feste, i balli in maschera e tutti i ricevimenti ufficiali. L’idea del luogo e l’aspetto iniziale del Palazzo si devono allo Zar Pietro I in persona ma è nei secoli XVIII e XIX (quando alla sua costruzione parteciparono grandi maestri come Braunstein, Leblon, Michetti, Rastrelli, Stakensneider) che la struttura raggiunse la magnificenza odierna, sopratutto negli interni. Una volta entrati si possono osservare lo Studio di Quercia dell’imperatore russo, decorato con i pannelli lignei del maestro francese Nicola Pino. Qui è possibile rendersi conto della vita dell’epoca ammirando alcuni oggetti privati di Pietro I: i suoi libri, un mappamondo antico, un orologio da viaggio. Il massimo della sfarzosità si raggiunge invece nell’ala risalente al periodo di Elizabetta Petrovna, dove gli interni sono realizzati ad arte dall’architetto di Corte Francesco Bartolomeo Rastrelli. Qui il barocco trasuda dagli immensi specchi, nell’infinita presenza dell’oro, e nei parquet in legno pregiato.

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Nel parco inferiore dell’immenso complesso del Peterhof sorge invece il Palazzo Monplaisir (Mio piacere), così chiamato dallo stesso Pietro I che ne affidò la costruzione all’architetto Braunstein tra il 1714 e il 1723. Dotato di una splendida vista sul mar Baltico negli interni invece si presenta semplice e razionale, secondo gusti, dicono, più consoni all’imperatore stesso. Dopo la morte di Pietro I le camere sono state lasciate immutate e, già dall’ottocento, il luogo è stato dedicato proprio alla commemorazione del sovrano. A testimonianza dello stile di vita dell’epoca petroviana all’interno del Palazzo Monplaisir è conservata una collezione di quadri del XVII-XVIII secolo, acquistati da Pietro il Grande. Inoltre fanno bella mostra una collezione di porcellane cinesi, alcuni oggetti da cucina dell’inizio del ‘700, oggetti personali e diplomatici appartenuti allo Zar.

 

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Da sempre storicamente vicini alla famiglia imperiale i duchi Yusupov occupavano importanti cariche nel governo e furono una delle famiglie più ricche dell’Impero. Oggi a testimoniare il prestigioso passato resta Palazzo Yusupov, che si affaccia sul fiume Moika, con i suoi interni sfarzosi risalenti all’800 e un teatro domestico che all’epoca era chiamato la “Perla del Palazzo Yusupov”. Dopo la rivoluzione del 1917, i proprietari emigrarono all’estero e, così, il Palazzo Yusupov fu nazionalizzato. La storia di questo palazzo si intreccia con quella di uno dei personaggi più misteriosi dell’intera epopea russa: Grigory Rasputin. Un contadino siberiano che all’inizio del XX secolo entrò nella vita della famiglia di Nicola II con la fama di potente medico, dopo essere riuscito a guarire il piccolo erede al trono Alessio, affetto da emofilia. Rasputin fu colpito a morte proprio qui nel Palazzo Yusupov in seguito a una congiura dei nobili di corte a cui non piaceva affatto la crescente influenza che questo misterioso siberiano si stava ormai guadagnando nei confronti di Nicola II.

 

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